Amy Winehouse non è morta per overdose

23 agosto 2011 
PHOTO SPLASH NEWS

A un mese dalla scomparsa di Amy Winehouse, la famiglia ha oggi ricevuto i risultati dell'esame tossicologico eseguito sulla salma della cantante soul al fine di chiarire le cause del suo decesso, risultate incerte all'autopsia.

Con un comunicato il portavoce dei Winehouse ha spiegato che secondo esami più specifici, nel momento in cui si è spenta, l'artista non aveva "alcuna traccia di sostanze illecite in corpo".
Non può dirsi lo stesso per l'alcol.
Per quanto ne sia stata accertata la presenza, non è chiaro se fosse in dose tale da contribuire alla morte.

L'ultima parola sul mistero arriverà alla fine di un'inchiesta, prevista per ottobre, ma contrariamente a quanto ipotizzato da rumors e 'indriscrezioni' ai tabloid, si può dire già che la cantante, in base ai nuovi dati, non sarebbe stata vittima di un cocktail di droghe.

La notizia di oggi, in particolare, smentisce la 'testimonianza' del pusher Tony Azzopardi, che alla stampa raccontò di aver venduto alla pop star cocaina ed eroina per circa oltre 1o00 sterline proprio il giorno della tragedia, confermando, piuttosto, quanto ha sempre sostenuto il padre di Amy, Mitch: la figlia stava combattendo i suoi demoni, astenendosi innanzitutto dall'uso di stupefacenti.

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