Per mesi ci ha tenuto compagnia dalle radio con Il sole di
domenica, il primo singolo estratto dall'album Evoluzione
della specie. Dolcenera ha trascorso l'estate
in tour, su e giù per l'Italia, ed è pronta per lanciare il suo
nuovo singolo L'amore è un gioco, brano che è in radio da
oggi, 26 agosto. A Dolcenera, appassionata lettrice di romanzi e
poesie (evita solo i thriller), abbiamo chiesto qualche consiglio
di lettura.
Qual è l'ultimo libro che hai acquistato?
«E' Il sogno del Celta di Mario Vargas
Llosa, storia un diplomatico che morì impiccato; al
servizio della Corona inglese, cospiratore della rivoluzione
irlandese, denunciò il genocidio del colonialismo belga in
Congo».
Il primo libro che ricordi di aver letto.
«Il primo romanzo è David Copperfield di
Dickens».
Chi è il tuo autore preferito?
«Senza ombra di dubbio è Gabriel Garcia
Marquez. Mi piace la sua capacità di trasportarti nei suoi
giochi di contrasti, la sua sensibilità di indagare quasi in modo
ossessivo ogni più primordiale emozione umana, il suo talento nel
descrivere e farti vedere paesaggi, sentire odori e vivere
situazioni nei minimi dettagli».
C'è un libro che ispira o ha ispirato il tuo
lavoro?
«Non saprei dire, qualsiasi cosa che ti passa attraverso diventa
fonte d'ispirazione, e ovviamente dipende dal periodo: forse in
questo momento Alla ricerca del tempo perduto di
Proust mi sta trasportando verso la complessità
delle emozioni».
Ci consigli un libro di poesie?
«Ce ne sono tanti, ma se devo dirne uno scelgo T. S.
Eliot, Prufrock and other observations con quel
"osare, turbare l'universo" della poesia The love song of J.
Alfred Prufrock. Mi affascina la sua modernità, il senso
critico verso la cultura occidentale, quel raccontare della
solitudine e la voglia di rompere con il passato. Sono temi che
ritornano spesso nel mio Evoluzione della specie».
Una storia d'amore che ti è rimasta dentro?
«Una storia d'amore passionale e psicologica è Follia
di Patrick McGrath. La vicenda è ambientata in un
manicomio in cui si incontrano uno scultore, accusato di aver
ucciso la moglie in un attacco di gelosia, e la bella moglie del
suo psichiatra, affascinata da un uomo capace di vivere i
sentimenti con un coinvolgimento folle e tormentato».
Un romanzo erotico?
«Non credo di averne mai letto uno, però mi ha colpito molto
Scritto sul corpo di Jeanette Winterson
in cui si racconta l'amore carnale».
Fumetto preferito?
«Sono una fan di Paperino».
Una favola?
«In generale non mi sono mai piaciute, per questo dico Alice
nel paese delle meraviglie».
Il libro che hai più regalato e quello più ricevuto in
dono.
«Ho regalato di più, soprattutto ai nipoti a Natale, Il
gabbiano Jonathan Livingston di Richard Bach.
Ho ricevuto per ben quattro volte Siddharta di
Herman Hesse».
Se tu fossi il personaggio di un libro chi vorresti
essere?
«Mi piacerebbe essere Namita, una bambina di 10
anni che ha l'unico desiderio di imparare la divina arte dei raga.
La stanza della musica di Namita
Devidayal, una scrittrice indiana, descrive la musica in
modo unico, nella sua originale essenza, la perfezione. E' la
storia di Namita e del solitario esercizio alla musica che diventa
come una sorta di devozione».
Leggete assolutamente in lingua originale…
«Non indico un libro ma dico perché farlo: perché si entra
dentro la conoscenza di una lingua ma anche di uno stile
letterario, che ha una sua musicalità e un suo ritmo che la
traduzione non può esprimere».
Uno scrittore poco noto da scoprire.
«Gabriella Bertini, una poetessa toscana.
Casualmente ho visto in libreria un suo libro e l'ho comprato: mi
sono innamorata della sua raccolta Io chi. Sentenze
poetiche. Ho letto che Gabriella è in carrozzina da 40 anni,
dopo essere stata colpita da trombosi spinale. La sua vita è stata
caratterizzata dall'impegno contro le discriminazioni e le
emarginazioni. Mi piacerebbe incontrarla».
Un libro che ti ha deluso.
«Non amo i thriller. Ci ho provato, forse anche con un certo
snobismo, ma non ce la faccio… Però il Codice da Vinci di
Dan Brown mi è piaciuto!».
Ti ha sorpreso in maniera positiva…
«Broken music di Sting, l'ho divorato
come mi è capitato poche altre volte. Mi ha impressionato l'umiltà,
la sincerità e la commozione di Sting che ricorda del lavoro e del
rapporto con il padre, della sua famiglia d'origine, degli amici di
infanzia, della lunga gavetta per poter diventare una star. Una
vita ricca di emozioni».