Il nudo-sòla della Bellucci a Venezia

02 settembre 2011 
di M.M.
<p>Il nudo-sòla della Bellucci a Venezia</p>
PHOTO GETTY IMAGES

Dura una manciata di secondi ad inizio film ed è castissimo il tanto anticipato nudo di Monica Bellucci in Un été brulant di Philippe Garrel in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia. Tanto che viene da chiedere: ma era davvero necessario? Ed infatti lo chiediamo.

La butta sull'intellettuale il regista Garrel: "Per tanti anni la gente si è offesa nel vedere rappresentare il nudo dai pittori, come Courbet, e nell'arte. Per il cinema è la stessa cosa. Ma è dall'origine dell'arte che ciò avviene. E' tutto collegato all'arte. Quando studiavo arte e disegnavo a carboncino i nudi, l'anatomia del corpo umano, mi hanno insegnato a rispettare i cosiddetti 'canoni vinciani'. E ho rispettato i canoni vinciani anche per rappresentare il nudo di Monica".

La mette sull'altruista la Bellucci: "Nel momento di lavorare con un regista, ci si affida. Quando ho saputo che avrei lavorato don Philippe sono stata molto contenta, perché lui è un regista unico, con un suo universo, che mi ha insegnato molto. Il nudo è anche una forma di abbandono, da parte dell'attrice. E questo nudo è così: un mio momento di abbandono e di generosità verso il film, a un mese e mezzo dalla gravidanza. Ma mi sono sentita protetta e rispettata da un regista che è stato anche attore".
Sarà.

Condividi:
  • Twitter
  • Facebook
  • Delicious
RISULTATI
Lunghezza massima del commento: 1000 caratteri
Style.it si riserva di cancellare commenti con contenuto diffamatorio o volgare, i messaggi autopromozionali e/o commerciali, oppure in cui vengano indicati dati sensibili o personali (indirizzi mail, numeri di telefono,...).