La poesia civile di Crialese, tra mare e Terraferma

04 settembre 2011 
di M.M.
<p>La poesia civile di Crialese, tra mare e Terraferma</p>

Era molto atteso e non ha deluso affatto le aspettative il primo film italiano in concorso al 68° Festival del cinema di Venezia, Terraferma, di Emanuele Crialese con la sua storia di migranti del Nordafrica recuperati al largo di un'isoletta di pescatori, che si dibattono tra le leggi dello stato e quelle del mare con la sua morale superiore.

"Oggi molte persone hanno perso la rotta - spiega Crialese - per le risposte inadeguate dello Stato a certi problemi e per un bombardamento mediatico scorretto. Il mio vecchio pescatore Ernesto, invece, la rotta ce l'ha ancora ben chiara".

Dopo Respiro il regista torna a girare a girare su un'isola, a Linosa, che però non viene mai nominata espressamente: si parla sempre genericamente di Isola, perché "questa storia può accadere in qualunque punto del mondo".

"Con questo film - conclude il regista - non mi sono posto in un ruolo giudicante, che non mi spetta. Ho raccontato una storia e mi sono posto delle domande. Perché per me un film è questo: una storia e il mio pubblico ideale un bambino di 7 anni".

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RISULTATI

ciao Alessandra, grazie per la segnalazione

Alessandra 63 mesi fa

Mi dispiace constatare che erroneamente si scrive nell'articolo che il film Terraferma sia stato girato a Lampedusa. La location del film è invece l'isola di Linosa (Arcipelago delle Pelagie) cosa anche facile da intuire a causa della sua geologia di origine vulcanica e quindi completamente diversa da quella bianca e calcarea di Lampedusa. Cionfido in una rettifica. Cordiali saluti, Alessandra De Lucia

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