Valentina Lodovini: «Lavoriamo sulla nostra dignità: è importante proteggersi come esseri umani»

16 settembre 2011 
<p>Valentina Lodovini: «Lavoriamo sulla nostra dignità: è
importante proteggersi come esseri umani»</p>

Valentina Lodovini, è lei la 'madrina' di un'iniziativa che premia la passione e il talento femminile delle giovani promesse che studiano o si sono diplomate al Centro Sperimentale di Cinematografia. Il concorso bandito da Hamilton "Il tempo delle donne" è un progetto ambizioso che, come afferma Laura Burdese amministratore delegato del gruppo Swatch Italia, "parla del tempo delle donne, non quello banale e operativo, ma quello poetico che pensa al tempo delle donne come al tempo della vita"

La premiazione del concorso ieri sera a Milano durante la quale Valentina ha conferito il riconoscimento alla giovane regista Evelina De Gaudenzi. La vincitrice ha così potuto realizzare il suo corto, nel quale la Lodovini recita in un cameo, e  volerà a Hollywood agli Hamilton Behind the Camera Awards per presentare il suo progetto.
Una serata, lo dice già il nome, tutta al femminile nata grazie all'impegno di Hamilton nei confronti del cinema e del talento italiano.

Valentina, com'è il passaggio da allieva del Centro a madrina?
«Io mi sento sempre allieva così come mi sento più spettatrice che attrice, mi fa molto strano essere dall'altra parte, ma se mi fermo a rifletterci sono orgogliosa. Il Centro Sperimentale è un'esperienza molto ricca, sono stati tre anni della mia vita in cui mi sono scontrata con tante cose. C'è il lato professionale, ma anche quello umano. Ti insegnano a incanalare la passione, la rabbia, le insicurezze, la gelosia. E' anche una scuola di vita, sono grata al centro e sono grata di essere qui».

Come dovrebbero essere queste donne, ti senti di dare qualche consiglio?
«Personalmente credo molto nella preparazione e nel talento insieme. C'è bisogno di coraggio, ma anche di paura, perchè secondo me dietro la paura c'è il coraggio e viceversa. E poi, molta passione e tenacia.
Le giovani attrici devono sapersi rimboccare le maniche, andare dietro ai cambiamenti e lavorare anche sulla propria dignità perchè è importante sapersi proteggere come esseri umani».

Stasera si è parlato anche di Tempo... Tu come gestisci il tuo tempo privato e quello pubblico? Qual è il più importante in questo momento della tua vita?
«Lo sono entrambi perchè amo talmente tanto il mio lavoro che non riuscirei a distinguerlo. L'unica cosa è che quando ci sono i momenti di promozione è tutto frenetico, tutto di corsa. Sento la differenza fra il lavoro sul set, che è più protetto, e la promozione che è quasi surreale per certi versi. Poi, per carità, io mi sento privilegiata perchè da attrice che lavora ho tempo libero e non è scontato. Avere del tempo per sé e poterlo gestire è una cosa molto preziosa».

Sei una persona malinconica legata al passato o piuttosto riesci a vivere nel presente o con un occhio al futuro?
«Quello che cerco di fare, e non sempre ci riesco, è vivere nel presente. Credo che solo così si possa fare esperienza sia degli errori che delle cose belle. Poi anche i ricordi te li porti dietro solo se hai un ascolto e un'accoglienza per la vita e le persone».

Da Benvenuti al Sud a Cose Dell'altro Mondo, presentato pochi giorni fa a Venezia, 'tocchi' in modo diverso il tema del pregiudizio. E' un caso che tu abbia accettato le parti o senti una particolare sensibilità per l'argomento?
«Una sensibilità c'è perchè, anche se dico sempre che i film invecchiano molto rapidamente, hanno la potenzialità di dire tante cose alle persone, riescono a raccontare un periodo storico da molti punti di vista. Questo è un momento in cui c'è molta paura di ciò che è diverso e questo provoca delle chiusure ed è giusto raccontarlo. In fondo anche La Giusta Distanza parlava della paura del diverso che non è per forza una razza o una religione, ma possono essere tantissime cose».

 

 

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RISULTATI

ciao LucaFak, grazie per la segnalazione

Luca Fak 63 mesi fa

Correggi per favore il nome della REGISTA, si chiama Evelina DE Gaudenzi. Grazie Luca Fak

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