Per Marco Mengoni, nuovo disco, il tour e un fumetto

27 settembre 2011 
<p>Per Marco Mengoni, nuovo disco, il tour e un fumetto</p>

Per prima cosa, Marco Mengoni è solo, per seconda ha una vita parallela in cui non fa il cantante, per terza, ma non meno importante, vuole sfruttare -parole sue- quel poco di arte che è rimasto in questo lavoro. Sono tre affermazioni che Marco mette lì, a punteggiare la presentazione del suo nuovo album, Solo 2.0, in uscita oggi, 27 settembre.

Solo è il singolo che ha lanciato il disco, e Solo 2.0 è il titolo dell'album: non è che ti senti un po'… solo?
«La depressione post tour esiste: deriva dalla solitudine che si prova quando si torna a casa. Non credevo si potesse stare così, ma succede. La solitudine, per quanto mi riguarda, può aiutare la creatività: questo disco è nato dal desiderio di rimettermi in moto che mi ha preso finito il tour, appunto. 2.0 è un aggiornamento Mengoni, come lo definisco: chissà se è migliore del precedente… Infine, solo uguale non duetto: in questo disco canto solo io, non ci sono duetti ma collaborazioni con persone che stimo. Neffa e Dente hanno scritto ognuno una canzone, i Cluster hanno cantato in Un gioco sporco e Davide Rossi ha scritto gli archi per Mangialanima».

Nel cd c'è un codice che permette di scaricare una copia di Solo - Comic 2.0, un fumetto che hai ideato tu. Com'è nato?
«Io ho una mia vita parallela in cui non faccio il cantante. Prima di addormentarmi invento storie, costruisco case, città intere. E' nato così Solo, il protagonista del fumetto interattivo. Questo è un progetto che ho voluto portare avanti con forza, è strettamente collegato al cd anche se non ha a che fare con la musica. Sul biglietto dei concerti si troverà il codice per vedere la puntata zero del comic. Questo fumetto è una saga, come Lost. Va bene, forse non Lost, ma rende l'idea».

Come mai un fumetto? Sei appassionato di comics?
«Avendo frequentato l'istituto d'arte sono legato alla grafica e alle immagini. E' che mi piace sfruttare quel poco di arte che è rimasto in questo lavoro. Però non mi definirei un grande appassionato di fumetti, ho letto i soliti, quelli che sfogliano tutti, da Dylan Dog a Topolino. Ultimamente comunque ne leggo di più».

Hai accennato al tour: farai due anteprime, il 26 novembre a Milano e il 29 novembre a Roma. Come saranno questi live?
«Il tour sarà in qualche modo legato al fumetto, stiamo studiando adesso lo show. Per le canzoni che proporrò, ormai i cd iniziano a essere… due (ride, nda), quindi ho un discreto gruzzolo di brani. Vorrei inserire delle cover, ne sto preparando un po' in modo da proporle a rotazione nelle diverse tappe».

Qual è l'ultimo concerto che hai visto?
«Quello di Lorenzo (Jovanotti, nda). No, quello di Erykah Badu. La amo, lei è un'insieme di cose che mi fanno impazzire: immagine, musica, scrittura. Ero il fan più scatenato possibile, quella sera».

Tornando al disco, hai inserito due canzoni in inglese: c'è uno scopo preciso?
«Nessuno scopo, non sto puntando all'estero. L'inglese è musicale, mi piace cantare in questa lingua e lo faccio. Per l'estero non sono abbastanza maturo. Se dovrò affacciarmi a quel mercato, lo vorrei fare con maggiore consapevolezza: sento di dover crescere ancora».

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