Il metodo (tutto da ridere) di Emily Blunt contro le interviste ripetitive

21 gennaio 2011 
<p>Il metodo (tutto da ridere) di Emily Blunt contro le interviste
ripetitive</p>

Impegnata nella promozione del suo nuovo film, I fantastici viaggi di Gulliver, nelle sale italiane dal prossimo 4 febbraio, l'attrice deve rilasciare interviste su interviste. Fondamentale, per dare a tutti qualcosa di speciale, avere un segreto "anti-noia". «Certe volte, le interviste possono essere un po' ripetitive, puoi riritrovarti a dover dire le stesse cose per ore. Ma io ho un metodo», svela Emily Blunt a un press office.
«All'inizio della giornata, i miei amici mi suggeriscono una parola che dovrò inserire in qualche modo durante le interviste senza che nessuno se ne accorga. E' un ottimo espediente per divertirmi un po'».
Domanda lecita: e se gli amici suggeriscono una parolaccia? «Può capitare, sì, ma non sono le parole più difficili da piazzare. Piuttosto mi chiedono di dire parole che non hanno niente a che fare con il film o con la mia vita, come quando mi hanno suggerito il termine "xilofono"».

E come sei riuscita ad inserire "xilofono" in una tua risposta?
«Non ricordo esattamente, ma ho detto qualcosa del tipo: "Le persone, a volte, possono essere così complesse e diverse, come le note di uno xilofono che sono molto difficili da memorizzare". Niente male, no?».
Sì, chapeau, Emily.

>> EMILY BLUNT: I MIEI GIORNI A LILLIPUT

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