Paul Bettany: «Potevo essere il re d'Inghilterra (in King's Speech), ma è meglio essere quello della mia famiglia»

27 gennaio 2011 
<p>Paul Bettany: «Potevo essere il re d'Inghilterra (in <em>King's
Speech</em>), ma è meglio essere quello della mia famiglia»</p>
PHOTO LAPRESSE

Rimpianto ma anche la convinzione di aver fatto la cosa giusta: è con questo spirito che Paul Bettany, algido british actor di A beautiful mind e Il codice da Vinci, in questi giorni al Sundance con Margin call, ha ammesso di essere dispiaciuto per aver rinunciato al ruolo di protagonista in The King's Speech, il biopic sull'ascesa al trono di Giorgio VI d'Inghilterra, già foriero di un Critics' Choice e di un Golden Globe al miglior attore e ora anche portatore di 12 nomination agli Oscar.
Deciso ad "abdicare" il set cinematografico per onorare i trascurati impegni familiari, Bettany, mesi fa, "ha ceduto lo scettro" a Colin Firth ma l'amaro di un errore di valutazione è compensato dalla dolcezza degli affetti: «Dovevo fare la cosa giusta per la mia famiglia», ha dichiarato l'attore, che nel 2010 ha passato cinque mesi lontano da casa per le riprese di The Tourist.
Bravo Paul, anche questo può dirsi... un discorso da Re! E poi, c'è chi dice che il tuo nuovo film, Margin call, sulla crisi economica 2007, abbia buone chance per i premi del 2012.

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