Luca Carboni: un disco di amore e altri sentimenti

07 ottobre 2011 
<p>Luca Carboni: un disco di amore e altri sentimenti</p>

Il libretto del nuovo cd di Luca Carboni trasuda sentimento, quel sentimento concreto che ti sembra quasi di toccare. Le pagine, realizzate con gli appunti, le foto e i disegni dello stesso Carboni, sono ricche di parole d'amore ma anche di accenni (pochi) al dolore; spiccano tra tutte la parola libertà e l'invito a 'essere felici!', e poi ancora la gioia, che compare come titolo di una riflessione sul rimuovere 'le cose disumane', datato 3 febbraio 2011. In copertina, la foto ritrae Luca Carboni e suo figlio.

Tutto questo introduce all'album Senza titolo.
Essendo appassionato di arte figurativa, non ho voluto dare un nome al disco ma fare come un pittore, che intola la sua opera 'senza titolo'. Ho voluto lasciare libere le canzoni, libere di essere ascoltare e interpretate. A parte questo, non farei paragoni con l'arte. Questo è il disco di un cantautore che usa un suono per metterlo al servizio di un racconto: per me la parola è l'elemento più importante.

Quando hai scritto queste canzoni?
Negli ultimi due anni.

Eppure c'è un brano, Madre, dedicato a tua mamma scomparsa 10 anni fa. Come mai lo hai scritto solo ora?
E' una canzone totalmente autobiografica che mi è nata dal cuore solamente adesso. E' una cosa diversa da Senza strade, che ha per protagonisti un padre e un figlio. In quel testo parlo in prima persona come figlio ma in realtà il padre della canzone sono io: in questo caso il racconto non è autobiografico.

Nell'album tocchi tanti temi, amore, provincia, legami, voglia di andare. Qual è il mood di questo lavoro?
Direi che è un album positivo e di speranza, non chiuso né cupo. Una canzone amara c'è, ed è Riccione/Alexander Platz. La mia genarazione negli anni '80 aveva qualcosa da dire, ha usato la tecnologia in modo affascinante. Mi viene in mente la musica dance di quegli anni: ci sono ottime cose perché quel genere musicale era creativo. Quella generazione -i cinquantenni di oggi- non ha però inciso nel tempo dal punto di vista politico e sociale. Questa è una critica che faccio anche a me: siamo rimasti pianeti isolati. Però prima di arrivare a 70 anni abbiamo ancora tempo (ride, nda).

In queste canzoni si parla spesso di valigie, di strade…
Andando su e giù per l'Italia per i tour ho percorso moltissime strade e ho conosciuto la nostra provincia, che è quella che lavora, che ci dà il pane, ma che per certi aspetti è una realtà chiusa. Da due anni e mezzo vivo sull'Appennino. Non che Bologna non mi andasse bene, è che avevo voglia di fare un'esperienza di vita diversa. E' molto bello, ma così ho proprio visto la mentalità diffidente diffusa nei piccoli paesini verso chi viene da fuori.

Cazzo che bello l'amore: alcune radio non la trasmettono per via di questa parolaccia ripetuta nel testo, qualcuna manda in onda una versione 'bippata' del brano. Diversi artisti su Twitter hanno difeso la tua scelta e ci hanno anche giocato un po' su. Immaginavi di scatenare questo vespaio?
Non voglio alimentare la polemica perché altre radio trasmettono il brano. Non mi aspettavo che avrebbe creato tanti problemi, con tutto quello che vediamo e sentiamo. Ringrazio tutti i colleghi che hanno dato vita a questo finimondo simpatico su Twitter, iniziato da Lorenzo (Jovanotti, nda). Si è trattato di un gioco ironico così come con ironia è stata scritta la canzone. Che però è seria: cerca di cogliere il momento in cui scatta il colpo di fulmine tra due persone.

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