Valeria Marini: il suo film anti tv-violenta rischia il divieto ai minori di 14 anni

12 ottobre 2011 
<p>Valeria Marini: il suo film anti tv-violenta rischia il divieto
ai minori di 14 anni</p>
PHOTO SGP ITALIA

Alex, un ragazzo di 8 anni, è sempre stato dotato di una grande sensibilità e di una straordinaria fantasia. Quando, però, la madre mette al mondo due gemelli, Alex riesce ad ottenere dai genitori di avere una tv nella sua camera. Il ragazzino inizia così a nutrirsi di programmi violenti e diseducativi, tanto da diventare lui stesso aggressivo e violento.

È questa la trama di I want to be a soldier, il film diretto dal regista spagnolo Christian Molina, coprodotto da Valeria Marini e distribuito dalla Iris Film, che arriverà nelle sale italiane venerdì 15 ottobre. Si tratta di una pellicola che denuncia i contenuti diseducativi veicolati dalla tv e le conseguenze che questi possono avere sulla crescita dei bambini.

Il film, per il suo valore educativo, è stato anche premiato al Festival di Roma nella sezione Alice nella città (in cui la giuria è formata da ragazzi tra i 7 e i 14 anni) ed è patrocinato dal Moige (Movimento Genitori).

Nel corso della conferenza stampa di presentazione della pellicola, però, proprio la presidentessa del Moige, Maria Rita Munizzi, ha spiazzato tutti dichiarando: «I want to be a soldier è un film di riflessione e denuncia. Secondo me, però, andrebbe vietato ai 14 anni».

L'affermazione ha suscitato non poca perplessità tra gli altri protagonisti della conferenza stampa. Il regista Christian Molina ha detto: «Non so se questo film sarà vietato in Italia, ma in Spagna, dove uscirà il 19 senza nessun divieto, il film è stato visto in molte scuole con soddisfazione di genitori e professori. È un film per tutti, come dimostra il fatto che ha vinto il premio Alice nella città».

Valeria Marini, che nel film fa un cameo nel ruolo di una professoressa, ha definito I want to be a soldier «un film di denuncia e intelligente». Ai giornalisti che le hanno chiesto se alcuni programmi a cui la showgirl ha partecipato (ad esempio L'Isola dei Famosi) non siano altrettanto diseducativi di alcuni programmi violenti, Valeria ha risposto: «Non so se un programma come L'Isola dei Famosi sia educativo, ma sicuramente non è diseducativo. Comunque in genere faccio tv popolare e, tornando a L'Isola, si tratta di un reality come tanti, niente a che vedere con quello che dice il film di Molina».

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RISULTATI
ambanidi 62 mesi fa

GREAT LA VALERIA. E' UN MONDO MASCHILE ED E' COSTRUITO SULL'AGGRESSIONE SESSUALE. DENUNCIA SU DENUNCIA DEVE ESSERE FATTA. HANNO BRUCIATO LE DONNE VIVE CERTI SIGNORI PER PAURA DELL'AMORE FISICO TRA UOMO E DONNA.

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