Asghar Farhadi: «L'Oscar? Meglio non pensarci»

14 ottobre 2011 
<p style="margin-bottom: 0cm;">Asghar Farhadi: «L'Oscar? Meglio non
pensarci»</p>
PHOTO GETTY IMAGES

«Non è saggio consumare la propria esistenza per una serata, quindi meglio non pensarci» - risponde Asghar Farhadi, in press conference a Milano, quando gli si chiede della sua corsa, per l'Iran, all'Oscar come miglior film straniero con Una separazione.

Il film, già Orso d'oro a Berlino, racconta la storia di Nader e Simin, una coppia sull'orlo della separazione e del conseguente divorzio, che si ritrova suo malgrado coinvolta in un piccolo giallo.
«Mi trovavo a Berlino a casa di un mio amico e pensavo di rimanere in città per realizzare il mio nuovo film. Poi, all'improvviso, ho sentito provenire dalla stanza a fianco una melodia iraniana che ha scatenato in me una serie di emozioni. Mi sono chiesto 'Che cosa ci faccio qui?' e sono ripartito per Teheran, dove ho scritto questa storia» - racconta il regista, che non ha però molta voglia di parlare delle difficoltà di fare cinema nel suo paese: «Se l'establishment apprezzasse tutto ciò che faccio inizierei a preoccuparmi e comunque, diciamolo, nessuno mi ha obbligato a fare il regista!».

Una separazione uscirà nelle sale italiane il 21 ottobre.

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