Il 6° Roma Film Fest ha presentato fuori concorso L'Industriale
di Giuliano Montaldo, un film che racconta l'attuale crisi
economica dal punto di vista di un piccolo imprenditore, deciso a
combattere fino all'ultimo per salvare l'azienda creata dal padre e
non tradire la fiducia dei suoi operai.
Protagonista è un Pierfrancesco Favino in versione 'pasionaria',
che parlando con i giornalisti ha voluto prendere una posizione ben
precisa. «Quello del lavoro è un tema a me molto caro, lo sento
molto come persona e mi piace lavorare. Sui giornali troviamo
dichiarazioni di personaggi che parlano continuamente di numeri, ma
che a differenza di tanta altra gente non hanno problemi a
comprarsi il pane e il latte. Si parla troppo di soldi e poco di
vita vera. Mi spaventano quei sedicenni che nel loro futuro non
vedono l'università ma solo il modo più facile per fare soldi». E
tende a precisare: «Lo dico da consumista, non sono Che Guevara! Ma
devo sono stanco di vedere tutte queste guerre per ampliare i
mercati. Non esistono più i valori umani e i sentimenti».
Poi lancia un messaggio ai suoi coetanei: «I 40 anni sono un'età
vigorosa e bisogna essere attivi. Negli altri paesi del mondo i
quarantenni diventano primi ministri, mentre qui sei sempre un
giovane». E arriva anche la provocazione: «Se fossimo leoni,
avremmo già scalzato il vecchio capo-branco».
Ogni riferimento è puramente casuale?