Playlist vip. La selezione di Pippo Mezzapesa

di Valeria Blanco 

"Alla console" di Style.it, il regista de Il paese delle spose infelici (al cinema dall'11-11-11)

Valeria Blanco

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foto GettyImages

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Per conquistare una donna ricorrerebbe alle sonorità della new wave giapponese anche se poi, sotto la doccia, canta a squarciagola le canzoni dei cantautori italiani. Ha gusti musicali sofisticati il regista pugliese Pippo Mezzapesa, recentemente in concorso al Festival del cinema di Roma con Il paese delle spose infelici, prodotto da Fandango, tratto dall'omonimo romanzo di Mario Desiati e nelle sale dall'11 novembre.

Pippo, com'è il tuo rapporto con la musica?
Ne ascolto tanta, spaziando tra i generi a seconda dei momenti.
Vado dalla lirica all'indie rock a seconda delle situazioni.

Non affronteresti mai un lungo viaggio in auto senza quale cd?
Senza dubbio Grace di Jeff Buckley.

Cosa ti aiuta a trovare l'ispirazione?
Preferisco brani solo strumentali. Per Il paese delle spose infelici ho ascoltato il Balanescu quartet, tant'è che poi ne ho utilizzato una traccia.

Scegli da solo i brani per le colonne sonore?
In questo caso parte della colonna sonora è stata composta da Pasquale Catalano, altre tracce le ho scelte io: sono brani di Clap your hands, Girls in Hawaii e Corelli passando per i Calexico.

Ricordi il tuo primo concerto?
Ero piccolissimo, almeno vent'anni fa. Andai a vedere Francesco De Gregori a Bari con la mamma. Ricordo che mi sono annoiato, tant'è che poi ho rifiutato di andare a vedere, sempre con mia madre, Fabrizio De Andrè. Lei me lo ha sempre rinfacciato e oggi me ne pento: non ho più avuto l'occasione di vederlo.

E l'ultimo live?
La scorsa estate: Vinicio Capossela a Otranto.

Il tuo primo disco?
Una compilation avuta in regalo: Hits on five, quella che conteneva Please don't go. L'ho buttata.

E l'ultimo?
Poveri cristi
di Brunori sas. A dire il vero l'ho preso in prestito da una conoscente. Non l'ho mai restituito.

La colonna sonora più bella della storia del cinema?
Non c'è una sola risposta. Quella de Il cacciatore di Michael Cimino, quella di Barry Lyndon di Stanley Kubrick e quella di The Road di John Hillcoat, che è di Nick Cave.

E la musica per fare bella figura a una cena romantica?
I pezzi del compositore Umebayashi (info www.shigeru-umebayashi.com).

Canti sotto la doccia?
A squarciagola e sono anche piuttosto bravo. Prediligo le canzoni tristi di Rino Gaetano come Escluso il cane, soprattutto nei momenti in cui mi sento abbandonato.

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Da Vanity


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