Jason Derulo: sexy con qualche gene napoletano

di Francesca Binfarè 

Jason Derulo sta tra la urban dance sexy e le ballate pop: è un cantante da scoprire, perchè è un mix inaspettato di tanti elementi. Inaspettatamente, anche italiani.

Francesca Binfarè

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courtesy Warner Music

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Jason Derulo è un puzzle. Innanzi tutto, è lui a definirsi così, e poi è innegabile che sia un miscela affascinante di contrasti ed influenze diverse.
Per prima cosa, Jason Derulo è sexy, come la sua musica, come i suoi videoclip: basta passare in rassegna i brani contenuti in Future History, partendo da Don't wanna go home, It girl o Breathing per rendersene conto.
Sexy e religioso, è vero che sei così?
«Sì, sono cattolico, ma è anche vero che in me convivono tante cose diverse. Mi sono tatuato una croce su un dito della mano destra mentre sulla sinistra ho le mie iniziali, JD, che compongono una chiave di violino. In realtà, anche mio fratello e mia sorella hanno un nome che inizia per J, questo tatuaggio è stato fatto anche per loro e non solo per esprimere il mio amore per la musica».
Giri video a torso nudo, hai posato senza veli per una campagna di prevenzione contro il cancro e non hai problemi a mostrare il tuo lato sensuale: mai sentito in imbarazzo?
«Dovrei ? (ride, nda). In realtà all'inizio un po' di imbarazzo c'è stato. Per i video, ho tirato fuori il mio lato da performer: ho studiato musica, teatro e danza. Da ragazzino non sapevo cosa avrei voluto fare, poi ho capito che avrei potuto diventare un cantante rock, o magari jazz. Alla fine ho compreso che non dovevo scegliere: faccio la musica che mi nasce dal cuore».
Il tuo vero cognome è Desrouleaux…
«E' di origine haitiana. Però una mia bisnonna era di Napoli, si chiamava Vitiello di cognome».
Chi l'avrebbe mai detto, sei davvero un bel puzzle.
«Anche la musica, un disco, nascono unendo tanti pezzi diversi. Io scrivo per altri interpreti, mi piace lavorare come produttore. C'è sempre il modo, il momento e la canzone giusta perché il puzzle acquisti la sua forma finale».
A proposito, ti vedremo dal vivo in Italia?
«A febbraio sarò in tour, spero di riuscire a pianificare una data anche qui. Preparatemi un piatto di pasta e io torno! Con i frutti di mare o al formaggio sarebbe il massimo».


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