Matteo Ceccarini, racconto di musica e di moda

di Ambra Craighero 

Le sfilate e la musica. I coralli puri e i vinili introvabili. Il mix. La capacità di tradurre in armonia ogni suono,anche la pioggia. A patto che il ritmo sia perfettamente in sintonia con le top model che nelle passerelle seguono le sue note come se fossero su uno spartito. Matteo Ceccarini è questo e molto altro

Ambra Craighero

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Il suo viaggio artistico è iniziato vent'anni fa quando voleva fare, oltre al compositore, il fornaio.
"Avevo un amico panettiere e la sola idea di vivere la notte mi rendeva felice. Ho sempre desiderato dormire di giorno, anche per 11 ore consecutive". Nel frattempo, però, collezionava vinili di colonne sonore e vagava per i negozi di dischi underground "le bettole, quelle con le scale dove non incontravo nessuno, se non la polvere sulle copertine". Ed è stato per caso che si è trovato a coniugare la sua passione per la musica da film con l'estro di Gianfranco Ferrè, il primo ad aver creduto in lui.
"Amavo Micheal Nyman di Lezioni di Piano, così come Keith Jarrett e Miles Davies, poi iniziai a fare sound mixing e sound editing. E nel 1992 musicai la prima sfilata (chiamato da Ferrè): fu l'inizio di un incredibile viaggio".
Un viaggio che continua ancora oggi. Matteo vive con Eva Riccobono che è un po' la sua musa.
"Amo la sua presenza, i suoi difetti, così come non potrei fare a meno di essere un esiliato in casa. E' la mia stanza della musica la chiave di tutto: una caverna del pensiero, un luogo dove c'è un silenzio assoluto di notte". 
E non potrebbe vivere senza le sperimentazioni. "Mi trasformo come un gatto nero con gli occhi gialli. Cerco nelle contaminazioni sensoriali il legame tra suoni e le immagini. Quest'anno per Fay ho provato a superare il concetto di spazio, reinventando il l'atmosfera del mondo della moda con altri mondi, altri luoghi. Un po' come Alice nel paese delle meraviglie... La passerella in sè è di per sè, è una banalità assoluta". Nulla è banale anche a casa Ceccarini dominata dall'assoluta alternanza di oggetti feticcio: dalle antiche maschere dei gladiatori ai ventimila vinili disseminati sul pavimento, alle migliaia di libri tra cui spiccano Newton, Terzani, Chatwin
"E' un caos che va di pari passo con la  perfezione" - conclude divertito Matteo - "Sono come il mio frigorifero: o pieno o vuoto. Non conosco le mezze misure. Anche con le decisioni sono sound: le prendo sempre e non capisco gli indecisi".


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