La 2nd Law dei Muse, canta (anche) Chris Wolstenholme

di Magda De Matteis 

In uscita il 2 ottobre The 2nd Law, sesto album dei Muse, in cui il bassista Chris Wolstenholme veste i panni di cantautore.

Magda De Matteis

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Muse

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Anticipato dall'inno olimpico Survival e dal singolo Madness , martedì 2 ottobre esce il sesto album dei Muse The 2nd law. L'album, il secondo auto-prodotto della band, contiene alcune novità tra cui la voce e la penna di Chris Wolstenholme. Il bassista ha infatti scritto e cantato due brani: Save me e Liquid State. «Le ho scritte entrambe nello stesso periodo, ma Save me è una canzone più positiva, sull'uscire da un brutto periodo e trovare sicurezza e stabilità nella persona che ami, mia moglie, in questo caso. Liquid State è più negativa, più arrabbiata, rabbia verso me stesso direi, riguarda molto i conflitti interiori che aveva in quel periodo».
Iniziare a cantare dopo 15 anni al sicuro dietro a un basso non dev'essere stato facile, al sesto album e compiuti i 33 «È una cosa completamente nuova per me, tutt'a un tratto ti trovi praticamente a suonare un nuovo strumento. Matt ha iniziato a cantare quando aveva 15-16 anni, ha avuto la possibilità di sviluppare la propria voce, tra quattro mura, non facevamo concerti allora, o comunque non erano così grandi, non venivano così tante persone. Ha avuto per fare i conti con le sue insicurezze, immagino. Per me è ancora strano, ma di volta in volta diventerà più facile, spero!»
È la prima volta che la band del Devon passa così tanto tempo in studio « Questa volta vivevamo tutti vicino allo studio. Potevo andare al lavoro ogni mattina, come chiunque altro, lavorare 6-7 ore, prendere la macchina e tornare a casa. Ed è stato fantastico, tutti noi non vedevamo l'ora di andare in studio, perché non entrava in conflitto con nulla, con le nostre vite, con le nostre famiglie. Non ho dovuto stare lontano dai miei figli per intere settimane. Abbiamo avuto anche molto più tempo per sperimentare e il clima era diverso, c'era positività nell'aria, una cosa che non sentivo da un po' di anni».
Oltre ad essere stati scelti per l'inno delle Olimpiadi Londra 2012, con Survival, i Muse hanno partecipato alla cerimonia di chiusura, un'esperienza di quelle che non si dimenticano certo « È stato fantastico, fare parte di quell'atmosfera. A Londra c'era una positività impressionante Suonare alla chiusura è stato un onore. Su quel palco si è riunito un mix assurdo di artisti, non penso che sarò mai più sullo stesso palco delle Spice Girls, ecco! Nel backstage abbiamo parlato con Brian e Roger dei Queen per un po', poi con gli Who:  è stato bellissimo. È sicuramente una di quelle cose che ti ricordi a distanza di sessantanni!»

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>> KATE HUDSON «IO NON MI RISPOSO (PER ORA)»

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