Mika: let's celebrate the origin of love!

di Redazione Musica 

«Se spacchetti tutte le piccole e grandi storie, alla fine trovi che si riducono alla ricerca dell'amore» avverte Mika introducendo il suo terzo album, The origin of love.  «Io qui ve la racconto per come vede la cosa un ventinovenne» (innamorato, ndr). Ed è una grande festa. Con i suoi giochi di luci e ombre, ma sostanzialmente una festa. Anticipata da un singolo dagli intenti chiari: Celebrate

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Mika celebra l'amore nel suo nuovo album, The origin of love,
disponibile dal 25 settembre 2012

Mika celebra l'amore nel suo nuovo album, The origin of love, disponibile dal 25 settembre 2012

Il cantante di Life in cartoon motion e The Boy Who Knew Too Much racconta in prima persona, per aneddoti e propositi il suo terzo album. Esuberante come il momento (folle) dell'innamoramento, vitale  come l'atmosfera rilassata in cui è cresciuto (all'interno di un collettivo quasi, più che in una situazione cantante-summa di collaboratori), molto personale, nel senso più romantico del temine, perché oltre la leggerezza dell'elettronica questa volta Mika si è messo più a nudo del solito.

«The origin of love è un titolo che mi piace da impazzire perché dietro la semplicità, la frase facile e d'effetto, sembra nascondere un sottotesto misterioso, segreti, anche oscuri, e, perché no, rivelazioni relative a me stesso» esordisce Mika presentando il disco. «Mi piace in generale che un titolo sia come un'impressione, che ti colpisca anche in maniera facile per poi sorprendere, che all'inizio evochi qualcosa pieno di gioia, quasi febbricitante di gioia, ma poi, prestandoci più attenzione, apra domande o, come in questo caso, sveli contraddizioni e aspetti più profondi» continua il cantante. «Prima trovi una canzone esuberante su quel momento folle che è quello dell'innamoramento, The origin of love, per l'appunto; poi arriva un brano come I love you when I'm drunk, che suona terribilmente amaro (eppure buffo)» sottolinea, aprendo una mini rassegna (o una guida?) ad alcune delle 14 tracce. «Nell'album si susseguono diverse storie, quasi diverse varianti della classica love song ma in chiave moderna. Lola è un dialogo tra me e una prostituta, All I want is to make you happy è la cosa più romantica che si possa dire a qualcuno ma io l'ho messa in bocca ad un robot… Nuove situazioni, vecchio concept (la Canzone d'amore)». 

Con questo disco Mika lancia quasi una sfida ai classici? «Se scomponi una qualsiasi storia, questa si riduce alla ricerca di qualcosa nella vita. Il più delle volte è la ricerca dell'amore, il che rende il concetto che tutti cerchiamo l'amore molto difficile da rendere, quasi scontato. Eppure c'è chi l'ha esposto molto bene: Cole Porter, i Beatles… Non potevo aggiungere niente e così ho provato ad affrontare la cosa in modo personale, mettendo in scena quella che può essere la prospettiva sull'amore di un ventinovenne che sente che al riguardo non ha (più) nulla da temere».

Il ventinovenne in questione, poi, è innamorato. E, dopo un recente coming out, forse lo è anche in una maniera più risolta, serena, più semplice da condividere e da raccontare. «Innamorarmi mi ha aiutato, ho trasferito nel progetto tutta la delirante energia che si sprigiona con l'innamoramento, ho cercato di 'imbottigliare' nelle canzoni quella sensazioni incredibili e indefinibili che provi quanto ti piace (tanto) qualcuno… Ogni domanda, gioia, contraddizione è riflesso della storia che stavo vivendo».  
In the origin of love Mika si è concesso e svelato più del solito: «Penso che puoi scrivere al meglio quando ti senti così carico e fiducioso da sapere che potrebbe uscirne qualcosa di davvero terribile e ciò nonostante accetti questo rischio. Scrivi bene quando non scegli la strada più sicura (che spesso conduce alla mediocrità) e ti esponi. All'inizio mettere così tanto me stesso nei testi in una maniera più aperta di quanto non fosse prima, mi sembrava una follia, poi mi sono tranquillizzato, ho capito che era maturato un momento in cui condividere con gli altri me stesso quanto la mia musica».

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