Nek racconta Filippo Neviani: «Bisogna essere rock nell'anima»

di Marion Vague 

L'artista, tornato sulle scene con il suo album più esplicito, Filippo Neviani, si è raccontato non tralasciando proprio nulla. Dai suoi nuovi "abiti rock" e la fede, alla nascita della figlia Beatrice e la scomparsa di suo padre, senza dimenticarsi dell'amore per la vita country

Marion Vague

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Filippo Neviani è il nuovo album di Nek.
10 inediti che lo vedono protagonista indiscusso: autore interprete e musicista. Una svolta multitasking che si "sporca" di sapore rock.
L'album, la cui uscita è prevista per il 16 aprile, è stato anticipato dal singolo Congiunzione Astrale, e sarà disponibile anche in Spagna e in Sudamerica dal prossimo 11 giugno.
Filippo Neviani arriva dopo quattro anni di pausa (in realtà piuttosto intensi per l'artista) intervallati da un greatest hits di successo per i suoi primi vent'anni di carriera. Una svolta che vira verso sonorità nuove, dettata da grandi cambiamenti, soprattutto personali.

Filippo Neviani segna una svolta decisamente rock. Ricordiamo tutti lo stereotipo "sesso, droga e rock&roll" e tu non sembri rientrarci…
Ho sempre amato miscelare il mio pop con altri generi, "sporcarlo". Il rock mi ha aiutato tantissimo a scrollarmi di dosso la negatività nei momenti difficili. E poi, cazzo è molto rock la mia vita! Consideriamo mia moglie: se non è stato rock accogliere lei con tutto quello che è suo, compreso un figlio, a 27 anni… cosa c'è di più rock? Devi essere rock nell'anima.

Hey Dio cita la tanto discussa profezia Maya e il modo in cui l'abbiamo vissuta, non tranquillamente...
Hey Dio è il riassunto di tutto l'album da un punto di vista stilistico. Comunque sì, l'abbiamo vissuto con angoscia. E perché? Perché secondo me non viviamo in maniera serena. La soluzione è la non indifferenza nei confronti degli altri.

Un tema molto presente nell'album è la fede. Qual è il tuo rapporto con Dio?
E' da qualche anno che condivido la mia fede attraverso la musica. Credo che tanti cristiani cattolici si vergognino a dire che credono, come se "non facesse figo" ma abbiamo a che fare con la più grande verità, ossia che non siamo fini a noi stessi, non finiamo qui. Se non c'è da essere contenti con questo di cosa dobbiamo esserlo? Con la fede poi anche la sensibilità ha un guizzo più brillante.

Un grande cambiamento avvenuto in questi 4 anni è stata la nascita di tua figlia Beatrice...
Ho scritto 54 canzoni per Beatrice! E 32 per mio padre. L'energia che mi ha dato mi ha avvicinato a parlare di un certo tipo di cose e ho cercato di veicolarla su tanti temi.

Una domanda curiosa: ti rilassi ancora facendo vita di campagna?
Alla grande! Nella terra ci ho passato l'infanzia, oggi guardo ai miei possedimenti con un po' di malinconia perché non c'è più mio padre… Non potrei mai non apprezzare il lavoro dei contadini. Spesso sto lì a guardarli e gli rompo le palle con le mie domande! La lavorazione dell'aceto ad esempio è pazzesca! Insomma la campagna è un'arte. Non ci vado da un po' di tempo comunque. Dopo chi lo faceva il disco?

>> NEK: TORNO ALLA MIA ESSENZA, FILIPPO NEVIANI

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