Jared Leto: «Con Love Lust Faith+dreams rompiamo le regole»

di Marion Vague 

Il versatile artista, frontman dei 30 second to Mars, parla del prossimo album della band Love Lust Faith+Dreams (disponibile dal prossimo 21 maggio) e dei suoi progetti futuri, tra sale di registrazione e set

Marion Vague

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«State aspettando da molto? Come siete seri!».
Esordisce così Jared Leto alla presentazione del nuovo album dei 30 Second to Mars, Love Lust Faith+dreams.
Disponibile dal prossimo 21 maggio, il disco è stato preceduto da un singolo che ha tutti i presupposti per diventare un vero e proprio cult per gli 'Echelon' (i fan-seguaci della band); Up in the air è stato lanciato il 19 marzo e divulgato in rete con un videoclip diretto dallo stesso Leto (o meglio dal suo pseudonimo Bartholomew Cubbins): otto minuti di eccitante regia con una guest star d'eccezione, la sensualissima regina del burlesque Diva von Teese.
Il singolo fa da apripista alle restanti 11 tracce che compongono l'album (il quarto dal 1998). La band, composta da Jared e Shannon Leto e Tomo Miličević, pare essere giunta decisamente a un punto di svolta, «un nuovo inizio».

LOVE LUST FAITH+DREAM: «IL NOSTRO ALBUM PIU' DINAMICO. IMPOSSIBILE DA DEFINIRE»
«Questo album è un nuovo inizio, un'opportunità di resettare e cambiare completamente - dichiara Jared Leto - Ne siamo molto orgogliosi. È un prodotto difficile da definire: è molto più di un album rock, è il  più dinamico che abbiamo mai fatto. Penso che molti rimarranno sorpresi. È bello infrangere le regole».
Il titolo fa riferimento all'amore, il desiderio, la fede e i sogni. Perché questa scelta? Per Leto «ognuna delle parole che lo compongono ha un forte potere. Mi piacciono tutte molto e ciascuno di noi ha una storia che si lega ad ognuna di esse. Io ad esempio sono figlio di una ragazza madre della Louisiana, mia madre è orgogliosissima di me e mio fratello. Il destino è stato generoso: sono fortunato a passare la mia vita tra musica e cinema».

IL CINEMA:  «I MIEI REGISTI PREFERITI? BERTOLUCCI, FELLINI E LEONE»
Nonostante le svariate esperienze da attore, Leto preferisce stare dietro la macchina da presa e scegliere in maniera oculata i propri personaggi: «Più che recitare amo la regia. È il motivo per cui ho iniziato a fare l'attore. Il ruolo più importante della mia carriera è stato quello interpretato in The Dallas Buyer's Club, sono un transessuale al fianco di Matthew McConaughey. Sul quel set è successo qualcosa di magico - e aggiunge scherzosamente -Non sceglierò mai di fare commedie romantiche. Non sono molto divertente!».
Qualche regista di ispirazione? «Su tutti, quelli italiani: Bertolucci, Fellini, Sergio Leone e amo Nuovo Cinema Paradiso con le colonne sonore di Ennio Morricone. Il mio film italiano preferito è Gomorra di Matteo Garrone, ha fatto qualcosa di straordinario portando gente vera sul set».

TRA MUSICA DEL FUTURO E 'VECCHIE' LEVE
L'artista sembra inarrestabile. Nonostante l'ultima fatica della sua band non abbia ancora visto la luce, ha ben chiaro cosa vorrebbe fare in futuro: «Mi piacerebbe lavorare a un disco ambient, un lavoro simile a Kid A dei Radiohead o Meddle dei Pink Floyd, magari sullo stile di Sigur Ros o Bjork». Leto si ispira per la sua musica ad alcuni "mostri sacri": Robert Plant dei Led Zeppelin, Jim Morrison dei Doors, Robert Smith dei Cure, Kurt Cobain, Trent Reznor dei Nine Inch Nails e Bono, «Tutta gente che non si può non amare!».  

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