Goo Goo Dolls: Iris? Un dono del passato. Il presente è Magnetic

di Marion Vague 

Quanti di noi hanno cantato a squarciagola Iris, dei Goo Goo Dolls? La rock band di Buffalo guidata da John Rzeznik è tornata con Magnetic, «un album divertente, profondo e reale», pieno di speranza. Ecco come lo descrive il frontman della band (che di Iris preferisce non parlare...)

Marion Vague

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«Il punk rock? Oramai è musica per giovani adolescenti ribelli ed è diventato nostalgico!». Non ha dubbi John Rzeznik quando sostiene con convinzione di aver ormai voltato pagina con la sua band, i Goo Goo Dolls. La rock band di Buffalo, insieme dal 1995 e nota ai più per la hit 90's Iris, è tornata con un nuovo album, disponibile dallo scorso 7 maggio. Il titolo? Magnetic.
«È un album divertente, profondo e reale. È incentrato sull'avere speranza e sulle seconde possibilità, comprendere se stessi riuscendo a trovare così un po' di felicità» dice Rzeznik. Magnetic si discosta dalle atmosfere dark e pessimiste di Something the Rest of Us (2010) e rispecchia con le sue canzoni, in gran parte scritte dal leader del gruppo e caratterizzate da un sound che ammicca all'elettronica, quello che la band è oggi, a vent'anni dagli esordi.
«Abbiamo attraversato 20 anni - dice il frontman dei Goo Goo Dolls - Non sarei sincero se suonassi ancora la musica di allora, perchè non riflette quello che sono. A differenza dell'ultimo album mi sono rialzato, mi sono lavato via i problemi e mi sono guardato intorno. Le cose andavano bene, perchè non festeggiare?».

Questo progetto è stato per il gruppo fortemente innovativo, al punto da spingere Rzeznik a sostenere di aver cambiato il proprio modo di fare musica: per la prima volta, infatti, l'album è il frutto di diverse ispirazioni, derivate da collaborazioni esterne oltre che alla cooperazione tra Rzeznik, Takac e il batterista Mike Malinin.
«Ho firmato la maggior parte dei testi - dice il leader della band - e ho cooperato, oltre che con i ragazzi, con alcuni amici esterni al gruppo. L'ho fatto perchè volevo avere prospettive diverse e trasporle nel disco. Mi piace imparare dagli altri. Quando scrivi da solo nella tua stanza per anni e anni rischi di diventare noioso e ripetitivo, mentre quando collabori con altri espandi il tuo pensiero e quello che fai. E' anche molto più divertente». Per la stessa ragione i Goo Goo Dolls sono stati seguiti da quattro diversi produttori (Greg Wattenberg, Rob Cavallo, John Shanks e Greg Wells), giostrandosi  tra Londra, New York e Los Angeles: «Trovo difficile stare nella stessa stanza con lo stesso tizio di fronte per mesi! Mi fa andare fuori di testa. Questa volta abbiamo abbiamo avuto prospettive diverse su come stessero andando le cose, il mix però è stato affidato a una sola persona, che ha fatto da collante» dichiara il frontman del gruppo.

Magnetic invita alla speranza in un periodo davvero duro, in cui «un uomo può tornare a casa a fine giornata e dire alla propria moglie e ai figli: 'Non abbiamo più nulla'». Per Rzeznik la musica deve necessariamente infondere energia positiva, sollevare la gente dai problemi e con Magnetic, frutto di un lavoro fresco e divertito, spera di esserci riuscito:  «La musica crea scatti, fotografie di ogni particolare momento che attraversiamo. Deve dare speranza. Io non sono religioso ma capisco perchè la gente abbia bisogno di credere in qualcosa, perchè ha paura».

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