The Lumineers, that's all folk!

di Manuela Puglisi 

Il folk dei Lumineers spopola ormai anche qui oltreoceano. Ecco come si sono conosciuti, come hanno trovato il nome e perché a volte è meglio non vincere ai Grammy

Manuela Puglisi

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The Lumineers

The Lumineers

Sono la band del momento, al primo album, l'omonimo The Lumineers, hanno già venduto 150.000 copie e ottenuto due nomination ai Grammy, poi non hanno vinto, ma questa è un'altra storia. La storia di come si sono incontrati è interessante, parla di un annuncio su Craiglist, fruttuoso al primo colpo «Wesley e Jeremiah suonavano insieme da un po', dopo aver girato alcune band, si sono fermati su questo genere di musica. Hanno pensato che un violoncello potesse essere utile, cercavano un sottofondo, qualcosa che supportasse un po' la melodia. Hanno messo un annuncio su Craiglist e Neyla è stata la prima a rispondere» racconta Ben (basso). Stelth (piano), il secondo dei musicisti che si sono aggiunti alla band, prosegue «Noi due li abbiamo incontrati nella scena musicale di Denver, in Colorado, loro si sono trasferiti (da Brooklyn ndr) e ci siammo immersi in quell'ambiente».

Alcuni di loro hanno dovuto fare un salto nel buio per dedicarsi al progetto, come Neyla che, racconta Stelth «Ha dovuto scegliere tra fare l'insegnante e seguire il progetto, la sua famiglia avevano molti dubbi in proposito. Lei però ha deciso che voleva farlo e penso che sia ammirevole, lo sarebbe stato anche se non avessimo avuto tutto questo successo».

A chi si sia chiesto il perché di un nome apparentemente senza senso, ecco la risposta
«È nato tutto da un'incomprensione. C'era un concerto con una lineup molto lunga e il tizio che annunciava ha letto il programma della settimana precedente, sbagliando il nome, ha annunciato "The lumineers!". È stata quasi un'investitura».



Tra i loro fan spicca Elton John
, spiega Ben:
«Dice di essere un fan, l'abbiamo messo alla prova e lui ha dato una pacca a Jeremiah e ha detto "Non mettere in dubbio la mia parola"». I Lumineers, al primo album, hanno ottenuto ben due nomination ai Grammy, cosa rara per artisti al debutto, ma non sono dispiaciuti per la mancata vittoria: «Abbiamo quasi preferito non vincere: penso che ci abbia permesso di continuare a metterci alla prova. Se avessimo vinto sarebbe stato fantastico, ma forse ci saremmo seduti sugli allori».

Ognuno influenzato da generi diversi, i Lumineers ascoltano Bob Dylan e Bruce Springsteen, Faith No More e Cinematic Orchestra e amano i testi di Leonard Cohen. Per chi volesse vederli in concerto c'è da aspettare il 9 luglio, quando si esibiranno a UNALTROFESTIVAL, al Circolo Magnolia di Milano. 
(photo courtesy of Universal Music)

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