Sheppard: «Ci vediamo il 12 novembre»

di Silvia Gianatti 

In Italia per presentare il loro primo album "Bombs Away" che uscirà il 28 ottobre, annunciano la data milanese del tour

Silvia Gianatti

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Gli Sheppard sono quelli di Geronimo, presente? È il terzo brano più trasmesso in radio, una di quelle hit che in un attimo ci fanno ballare. «Un conto è leggere che sei alto in classifica in un determinato paese, un altro è venire a vedere di persona», dice George, il cantante della band composta da tre fratelli (George appunto e poi Amy e Emma Sheppard) e tre amici (Jay Bovino, Michael Butler e Dean Gordon). Qui da noi stanno scalando la classifica, settimana dopo settimana e ne sono ben contenti «È tutto surreale, molto divertente anche, è già bellissimo arrivare alti in classifica nel tuo paese, ma negli altri è pazzesco. L'Italia ci piace molto. Eravamo già venuti a maggio ma solo per qualche ora, a conoscere la casa discografica. Consideriamo quindi questa la nostra prima volta e ci sta piacendo molto. Certo è uno shock culturale». Già, perché gli Sheppard arrivano dall'Australia, ma i tre fratelli sono cresciuti in Papua Nuova Guinea, un'isola piena di musica e sole che si è stampata nel loro dna e che ritorna spesso nel loro sound: «Nella nostra musica c'è sempre un elemento di speranza», afferma Jay, il chitarrista. Il successo non te lo aspetti mai, ma sicuramente quando arriva, non puoi comunque immaginare che una tua canzone conquisti tutti, ovunque. O per lo meno non se lo aspettavano loro che ora presentano al mondo il loro primo album. Si intitola "Bombs away", contiene 11 brani, ed è il risultato di un incontro di scrittura e composizione casuale, che ha funzionato da subito. «Dovevo scrivere una canzone per il mio diploma in musica, ma non ne ero convinta, non aveva niente di che. Mio fratello George era l'unico in casa in quel momento e mi ha aiutato. Ci è piaciuto quello che ne è venuto fuori. Abbiamo continuato, poi abbiamo conosciuto Jay e ci siamo resi conto che era un bravissimo chitarrista. Abbiamo scritto moltissime canzoni tra cui Geronimo», ci racconta Amy come se tutto fosse nato in modo molto spontaneo e naturale. «Eravamo nel backstage prima di un concerto a Melbourne. Jay stava stava suonando e io ho pensato che quello che stavo sentendo avesse un bel ritmo» aggiunge George, «La canzone è nata in due ore. Abbiamo capito subito che sarebbe stata una hit». Circondati da musica fin da piccoli, ogni membro della band ha gusti ben definiti (e molto diversi). Eppure quando scrivono, lo fanno in accordo «Secondo me è perché tutti amiamo i brani classici: Beatles, Fleetwood Mac, Cat Stevens. I nostri padri ascoltano e suonano la stessa musica, vorrà pur dire qualcosa», dice George. Una produzione quindi veloce e continua. Comporre viene facile, hanno già registrato alcuni brani per il prossimo album, scrivendo e suonando anche sul bus in cui dormono tra una tappa e l'altra del tour, direttamente nei loro Iphone. Tour che arriverà anche da noi: al Tunnel di Milano, il 12 novembre.

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