Parole in circolo: il nuovo "progetto" di Marco Mengoni

di Silvia Gianatti 

Silvia Gianatti

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Esce oggi in tutti i negozi e digital store "Parole in circolo", il nuovo album di Marco Mengoni che torna, a due anni di distanza dall'ultimo lavoro, con dieci tracce in cui nulla è lasciato al caso. La canzone "Guerriero", certificata doppio disco di platino, abbiamo già imparato ad amarla e, solo lei, è composta da 126 tracce audio. Il messaggio che ogni brano è frutto di una cura quasi maniacale è arrivato forte e chiaro. Il nuovo lavoro, anzi progetto, anzi playlist, si chiama "Parole in circolo" perché per Marco le parole sono importanti (GUARDA LA VIDEO INTERVISTA E SCOPRI QUAL è LA SUA PREFERITA), ha voluto dare un messaggio, con ogni singola traccia. Ha voluto parlare e raccontare quella che per lui è la sua realtà, in un processo produttivo lungo, ma nello stesso tempo meraviglioso. «Sono di coccio. Voglio che tutto sia perfetto. Ho scritto e riscritto, fino all'ultimo momento. E non sarò mai comunque completamente soddisfatto». Nel disco c'è tanto di lui «Ho cercato di metterci dentro i miei ascolti, la mia crescita. Il mondo dei suoni rispecchia la realtà che vivo tutti i giorni. Sin dall'inizio della mia carriera ho sempre difeso la diversità e qui l'ho voluta mettere in un disco. Non c'è un unico suono, ho cercato di metterci dentro tutto quello che i miei occhi vedono e le mie orecchie sentono.  Faccio un mestiere che mi permette di crescere più velocemente e di confrontarmi con persone e luoghi diversi, modi di pensare diversi. Ho cercato di mettere dentro al progetto tutto questo. In questi due anni ho visto tantissime cose e ho collaborato con tantissime persone.» Due anni che lo hanno portato portare in primo piano le parole, appunto: «Ho cercato di fare più attenzione a quello che dicevo. Dopo "L'essenziale" era arrivato il momento di mettermi a tavolino e dare un senso a tutte le parole che mi frullavano per la testa. Siamo nell'era della parola, le frasi sono importanti. Cerco di mandare messaggi positivi».
Ora che il disco è disponibile manca quindi ancora un passaggio, il più importante per lui. Ha bisogno di sapere che cosa ne pensano i suoi fan. D'altronde dipende tutto da loro «Prima di "Guerriero" ero tesissimo. Avevo paura che potesse non piacere. È stato un grande cambiamento per me. E non ero sicuro che sarebbe stato apprezzato. Ai miei fan devo tutto, sono loro che si alzano e vanno a comprare i miei dischi, prendono la macchina e macinano chilometri per venire ai miei concerti». Concerti che partiranno da maggio 2015, con la prima data milanese del 7 maggio già sold out che raddoppia il giorno dopo. «Non posso scrivere pezzi e non avere già pensato a un palco. Ci ho messo un mese a riarrangiare tutto. So che i brani avranno una veste diversa, ma non ho ancora pensato alla scaletta». Perché anche un concerto porta il suo messaggio. Ma ora che le parole sono in circolo non resta che farle girare. Aspettando di sentirle dal vivo.


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