La Scala, applausi per
Don Giovanni e Napolitano

di Francesca Porta 

Ovazione per il capolavoro di Mozart diretto dal maestro Barenboim

Francesca Porta

Francesca Porta

Leggi tutti


Il Teatro La Scala nel secondo dopoguerra - Foto Getty
Images

Il Teatro La Scala nel secondo dopoguerra - Foto Getty Images

Dodici minuti di applausi. È questa l'accoglienza che ieri sera il teatro La Scala di Milano ha riservato al Don Giovanni diretto dal maestro Daniel Barenboim. Il capolavoro di Mozart è riuscito a conquistare il pubblico, esigentissimo, della prima milanese.

Applausi per il direttore d'orchestra, applausi per il regista Robert Carsen, per Peter Mattei (Don Giovanni), per Barbara Frittoli (Donna Elvira). Applausi per la soprano Anna Netrebko (Donna Anna) e anche per Bryn Terfel (Leporello). Applausi per il Don Giovanni della sobrietà (la scenografia era quanto mai minimal), per il Don Giovanni che ha portato un nudo in scena.

Ma non è stata solo l'opera di Mozart a strappare gli applausi del pubblico della Scala. Un lungo (e questo sì, commosso) applauso ha accompagnato l'arrivo sul palco reale del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Seduti accanto a lui, oltre alla moglie Clio, c'erano il presidente del Consiglio Mario Monti (e la moglie Elsa, in Armani), il presidente della Regione Roberto Formigoni e il sindaco di Milano Giuliano Pisapia.

Per il primo cittadino, eletto lo scorso giugno, era la prima volta alla Scala in qualità di sindaco. Per cominciare bene il suo mandato, Pisapia ha scelto di non regalare i 110 biglietti a disposizione del Comune a politici e vip: li ha invece messi in vendita, destinando i 200mila euro raccolti a favore delle popolazioni liguri colpite dall'alluvione.

Fuori dal teatro, alcuni gruppi di studenti e di rappresentanti sindacali hanno inscenato una protesta gridando slogan contro la manovra economica. La manifestazione di dissenso è stata per lo più pacifica (un uovo ha però colpito l'automobile del presidente Monti) e non ci sono stati incidenti. Da una limousine sono scese alcune persone che hanno srotolato uno striscione con scritto: «Cambia l'orchestra ma la musica è la stessa. I nostri sacrifici mantengono i vostri lussi».

Ma la gente in piazza non ha preoccupato più di tanto il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri: «Il momento è difficile» - ha detto - «ma penso che il Paese stia reagendo bene».

E chissà che questa prima, alla quale il presidente della Repubblica e del Consiglio hanno assistito insieme (non succedeva da anni), non sia davvero un punto di partenza per il Paese. Un punto per riuscire a reagire, per ricominciare. D'altronde, già nel dopoguerra, la riapertura della Scala dopo i bombardamenti è stato un simbolo dell'Italia che rinasceva.

VEDI ANCHE:

>>La prima si avvicina dal blog La vita è sogno

Da Vanity


Inserisci il tuo indirizzo email per iscriverti alle newsletter di Style.it