Solfrizzi-Savino, 'giocando' sul palco

di Laura Frigerio 

Dopo i successi in tv e al cinema i due attori approdano a teatro con Due di noi

Laura Frigerio

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Emilio Solfrizzi e Lunetta Savino

Emilio Solfrizzi e Lunetta Savino

Tv e cinema se li contendono, ma a volte (come si suol dire) «tra due litiganti il terzo gode» e così ora li ritroviamo a teatro in Due di noi, spettacolo scritto negli anni'70 da Michael Frayn, attualmente in scena al Teatro Manzoni di Milano (dal 10 al 29 gennaio).

Di chi stiamo parlando? Di Emilio Solfrizzi e Lunetta Savino, che tornano a lavorare insieme dopo più di dieci anni. «Io e Lunetta ci siamo conosciuti sul set di Matrimoni di Cristina Comencini, che qualche anno dopo ci ha diretto anche in Liberate i pesci. Poi non ci è più capitato di ritrovarci per lavoro, anche se tra di noi è nata una bellissima amicizia» - racconta Solfrizzi.

In Due di noi i 'colleghi ritrovati' si divertono a vestire i panni di più coppie, alle prese con crisi, noie e rotture. «Basta qualche pennellata per cambiare tono ed entrare in un altro personaggio e la cosa più divertente di questo spettacolo è che lo si deve fare con rapidità. E' per questo che è importante sapere giocare insieme sul palco, cosa che con Emilio viene molto facile» - dice Lunetta ed Emilio le fa eco: «Amo le sfide come quella di Due di noi. Negli anni non ho mai perso il gusto di passare da una cosa all'altra ed è per questo che sono rimasto legato a quelle persone che hanno voluto vedere in me altre corde».

Arriva poi il momento, tenero, quasi malinconico, dei ricordi legati al teatro.
Parte Solfrizzi: «La mia formazione teatrale ha puntato molto sull'uso del corpo sul palco, arrivando persino all'acrobatica e per migliorarmi ho fatto anche kung fu per anni. La mia indole comica però, a un certo punto, ha avuto la meglio e così ho cominciato a fare cabaret formando il duo Toti e Tata».

E ancora: «Mi ricordo una volta che ci siamo ritrovati a fare uno spettacolo di Capodanno in un ristorante. Mia madre, tutta emozionata, era arrivata con il visone, insomma con un look da grandi occasioni. Mi spiace di non essere riuscito a mostrarle tutto il percorso che ho fatto dopo, ma sono felice che almeno qualcosa abbia visto».

«Ho dovuto aspettare anni prima di sentirmi dire da mio padre che, secondo lui, ero in gamba» - svela Lunetta - «Mi ricordo anche lo spettacolo: era Tina fai presto. Sarà anche per questo che ci sono particolarmente legata...»

Da Vanity


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