Tv e cinema se li contendono, ma a volte (come si suol dire)
«tra due litiganti il terzo gode» e così ora li ritroviamo a teatro
in Due di noi, spettacolo scritto negli anni'70 da
Michael Frayn, attualmente in scena al
Teatro Manzoni di Milano (dal 10 al 29
gennaio).
Di chi stiamo parlando? Di Emilio Solfrizzi e
Lunetta Savino, che tornano a lavorare insieme
dopo più di dieci anni. «Io e Lunetta ci siamo conosciuti sul set
di Matrimoni di Cristina Comencini, che
qualche anno dopo ci ha diretto anche in Liberate i pesci.
Poi non ci è più capitato di ritrovarci per lavoro, anche se tra di
noi è nata una bellissima amicizia» - racconta Solfrizzi.
In Due di noi i 'colleghi ritrovati' si divertono a
vestire i panni di più coppie, alle prese con crisi, noie e
rotture. «Basta qualche pennellata per cambiare tono ed entrare in
un altro personaggio e la cosa più divertente di questo spettacolo
è che lo si deve fare con rapidità. E' per questo che è importante
sapere giocare insieme sul palco, cosa che con Emilio viene molto
facile» - dice Lunetta ed Emilio
le fa eco: «Amo le sfide come quella di Due di noi. Negli
anni non ho mai perso il gusto di passare da una cosa all'altra ed
è per questo che sono rimasto legato a quelle persone che hanno
voluto vedere in me altre corde».
Arriva poi il momento, tenero, quasi malinconico, dei ricordi
legati al teatro.
Parte Solfrizzi: «La mia formazione teatrale ha
puntato molto sull'uso del corpo sul palco, arrivando persino
all'acrobatica e per migliorarmi ho fatto anche kung fu per anni.
La mia indole comica però, a un certo punto, ha avuto la meglio e
così ho cominciato a fare cabaret formando il duo Toti e
Tata».
E ancora: «Mi ricordo una volta che ci siamo ritrovati a fare uno
spettacolo di Capodanno in un ristorante. Mia madre, tutta
emozionata, era arrivata con il visone, insomma con un look da
grandi occasioni. Mi spiace di non essere riuscito a mostrarle
tutto il percorso che ho fatto dopo, ma sono felice che almeno
qualcosa abbia visto».
«Ho dovuto aspettare anni prima di sentirmi dire da mio padre che,
secondo lui, ero in gamba» - svela Lunetta - «Mi
ricordo anche lo spettacolo: era Tina fai presto. Sarà
anche per questo che ci sono particolarmente legata...»