I Marlene Kuntz sono un gruppo di successo, pur
facendo parte della scena alternative e indipendente. Ma serve
usare queste etichette musicali? In realtà no, specialmente per un
gruppo come i Marlene che sbarcherà a giorni sul palco più pop
d'Italia, quello del Festival di Sanremo, con il brano Canzone
per un figlio (che dà il titolo al disco in uscita durante il
Festival e che raccoglie un secondo inedito e pezzi del repertorio
della band). Si può essere pop o alternative quanto si vuole,
quando si hanno cose interessanti da dire l'etichetta non conta.
Vediamo allora cosa ci consiglia di leggere Cristiano
Godano, il leader dei Marlene Kuntz. Saranno letture più
pop o più alternative? Giudicate voi.
Quale libro stai leggendo?
«Sto leggendo tre libri. Il giunco mormorante di
Nina Berberova, un libro di interviste al grande
compositore Luciano Berio e Notturno di
Gabriele D'Annunzio».
Che tipo di lettore sei?
«Spero attento e creativo. E lento. Vorrei essere più spesso un
ri-lettore, poiché penso che i grandi libri li si debba leggere
almeno due volte».
Qual è il libro che hai regalato di più?
«Sono un pessimo dispensatore di regali. Non credo vi sia un solo
libro che ho regalato più di una volta. E non credo nemmeno di
averne regalati molti. Preferisco fare altri regali, devo
ammettere».
Hai un libro del cuore?
«Forse il libro che ho letto di più è Intransigenze,
libro di interviste a Vladimir Nabokov, perché la
sua personalità mi incanta e mi abbaglia».
Lo scrittore cult.
«Vladimir Nabokov».
Un poeta che ami.
«Credo Montale».
La prima lettura che hai fatto da bambino
«Se si parla di libri, uno fra i primi potrebbe essere Il
giornalino di Gian Burrasca.
Il grande classico abbandonato
«La Trilogia di Beckett
(Molloy, Malone muore, L'innominabile) e
Alla ricerca del tempo perduto di Proust.
Entrambi splendidi (almeno fin dove sono arrivato), ma non ero nel
periodo giusto. Li porterò alla fine senz'altro, prima o
poi».
Un libro o un autore che è stato una
scoperta
«Beh, per certi versi tutti gli autori che ti piacciono sono stati
"scoperti" la prima volta... Però diciamo che John
Updike (americano, morto da non molto) mi sorprese molto,
e non avevo così tante informazioni su di lui. Quindi fu un po' più
una scoperta rispetto ad altri, di cui "sapevo" di più già in
partenza».
Un autore che è stato una delusione
«Thomas Bernhard».
Il libro con il titolo più bello
«Zazie dans le métro di Raymond
Queuneau»
L'ultimo libro che hai letto in lingua
straniera
«Non leggo in lingua straniera. E me ne vergogno anche un
po'».
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