Alessandro Preziosi e la poesia del Cyrano

di Laura Frigerio 

L'attore racconta l'emozione di portare in scena il celebre personaggio nato dalla penna di Edmond Rostand

Laura Frigerio

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«Perchè proprio Cyrano? Me lo sono chiesto anch'io dopo il debutto. Credo che ci siano dei testi che hanno qualcosa dentro che ti attirano, ti chiamano» - racconta Alessandro Preziosi, tornato in teatro vestendo i panni del celebre Cyrano de Bergerac di Edmond Rostand (in scena al Teatro Nuovo di Milano fino al 18 marzo).

«Ho letto degli articoli in cui si diceva che il mio Cyrano non ha il famoso 'nasone', perchè non volevo imbruttirmi. Naturalmente è una sciocchezza» - tiene a precisare l'attore, che poi confessa: «Ogni volta che salgo sul palco ho paura di avere dei vuoti di memoria, però per fortuna sono supportato dalle mie emozioni, senza le quali le parole non arriverebbero. D'altra parte il Cyrano è un testo che mette sulla brace una poesia lunare».

E quando si chiede ad Alessandro se la poesia, oggi, può essere ancora usata per conquistare, lui pare avere le idee molto chiare: «Si pensa che per conquistare si debba fare per forza qualcosa di eclatante, ma non è così. Io ho capito quasi subito che la poesia serve a prendere le distanze dalla realtà, perchè purtroppo non riusciamo ad esprimerci attraverso la naturalezza del nostro cuore».

Da Vanity


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