Interstellar: quando la fantascienza divide

di Guy Pizzinelli 

Contrastanti i giudizi sul primo film di fantascienza di Christopher Nolan. Attese altissime, forse troppo?

Guy Pizzinelli

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In un futuro imprecisato, un drastico cambiamento climatico ha colpito duramente l'agricoltura. Un gruppo di scienziati, sfruttando un wormhole per superare le limitazioni fisiche del viaggio spaziale e coprire le immense distanze, cercano di esplorare nuove dimensioni. Il granturco è l'unica coltivazione ancora in grado di crescere e loro sono intenzionati a trovare nuovi luoghi adatti a coltivarlo per il bene dell'umanità.
Interstellar, l'ultimo prodotto hollywodiano di fantascienza con la firma d'autore Christopher Nolan, porta il pubblico in un viaggio nell'universo. O quello che più ci si avvicina, se avessimo a disposizione un wormhole nel nostro sistema solare.
Come spesso accade per un film molto atteso, ma con singolare disparità di opinioni, le recensioni di questo film appaiono davvero, forse eccessivamente, contrastanti.
Alcune reputano meglio riuscita la prima parte del film e poco la seconda, altre complessivamente bocciano il film in toto, arrivando a rimpiangere il Nolan dei Batman; altre ancora ne parlano in termini più che lusinghieri.
Leggiamo pareri come quello di Blake Crouch: «Ho trovato Interstellar un film a metà tra esperimento e blockbuster, dove filtrano insieme il mestiere di Nolan, gli ottimi effetti speciali e le musiche splendide e, allo stesso tempo, una sceneggiatura poco riuscita, trovate assai banali e un ritmo, con finale dall'intento poetico, molto, troppo, commerciale.»
Per Il Cinemaniaco, invece: «È un'esperienza: tre ore dove dovrete mettercele voi delle emozioni che, nel freddo siderale dell'universo, si sono perse per conquistare scienza e fantascienza, tra buchi neri reali e di sceneggiatura, interpretazioni senza particolari picchi di straordinari scienziati dagli ordinari comportamenti e un ambizioso progetto che si confonde tra equazioni e sentimenti.»
Mentre sul forum ufficiale USA di Star Trek si legge: «Il film è bello, ben fatto e all'altezza delle aspettative, ma appare chiaro come che nella seconda parte Nolan si sia lasciato prendere la mano nel restare fedele allo scientificamente corretto, senza contare che al cinema non ci vanno solo scienziati, docenti, laureati e laureandi in Fisica e Astrofisica.»
Per Gli Osservatori del Multiverso: «Chiunque nutra un minimo di interesse per l'astronomia non ci avrà messo tanto a capire che quella che veniva narrata non era fantascienza, ma scienza. Certo, l'elemento fantastico è presente, ma la vicenda generale del film potrebbe essere perfettamente ascrivibile alla realtà.»
A suo modo più equilibrato è Docmanhattan: «Interstellar va in più occasioni a un passo dal precipitare nella mimmata astrale, anche a causa della portata della sua storia e degli inevitabili vabbè che si tira dietro. Ma grazie a una fionda gravitazionale riesce a tenersi lontano dal baratro e tenerti inchiodato alla poltrona.»
Dopo l'uscita del film Twitter è stato subissato di opinioni istintive di persone che hanno visto il film solo una volta, e che hanno preso per verità assoluta qualunque ipotesi scientifica vista sullo schermo. La questione andrebbe approfondita con letture adeguate. Ma è anche vero che sembra naturale che un film di spessore pseudo-scientifico come quello di Nolan abbia attirato qualche inevitabile scetticismo e mal di pancia.
Come avrete capito, non resta che recarsi in sala e mettere personalmente alla prova il proprio metro di valutazione.
Se non altro, per non essere da meno.


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