Exodus: il kolossal biblico di Ridley Scott

di Guy Pizzinelli 

Giudizi contrastanti nelle prime recensioni di Exodus: Dei e Re, il kolossal di Ridley Scott

Guy Pizzinelli

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Come narrato nell'omonimo libro della Bibbia, l'esodo racconta la fuga del popolo ebraico dall'Egitto, da cui era stato ridotto in schiavitù, sotto la guida di Mosè, incaricato da Dio di condurre il suo popolo verso la libertà e la terra promessa.

Exodus di Ridley Scott come già "Il gladiatore" non lo era stato rispetto alla storia romana, non è del tutto fedele alla fonte di riferimento. Infatti, nell'Esodo non è attestato che Mosè abbia vissuto alla corte egiziana assieme al giovane Ramses, così come che i due abbiano combattuto contro gli Ittiti.
Tuttavia a Scott non interessa così tanto riprodurre accuratamente la realtà storica dei fatti accaduti - soprattutto con la Bibbia, risulterebbe un'operazione molto ardua -, bensì narrare un conflitto familiare, religioso, ma soprattutto quello spirituale che affligge il suo protagonista, dubbioso e incerto di fronte al volere divino.

La storia di Mosé e dell'esodo era stata già portata sullo schermo nella storica pellicola di De Mille I Dieci Comandamenti, per citare un altro famoso kolossal.
Scott che deve ben aver avuto presente il film di De Mille riesce a rendere il suo gigante e popolare kolossal un film avvincente, nell'ardito tentativo di riflettere sui massimi sistemi pur nel compiacimento di un'immagine spesso monumentale e stordente, caratterizzata da una regia raffinata che utilizza i movimenti macchina per definire i personaggi nella storia, ancor prima che nel paesaggio.

Così, il film strappa recensioni contrastanti, come ogni lavorone di Scott. Se da un lato Variety scrive: "A prescindere dal cast guidato in maniera abbastanza improbabile da star angloamericane, l'Antico Testamento secondo Ridley Scott è uno spettacolo genuinamente imponente (…) Non diversamente dal Noah di Russell Crowe e in modo alquanto dissimile dalla versione di Charlton Heston, il Mosé di Bale è dolorosamente imperfetto, un leader combattuto per cui la linea diretta con l'Onnipotente viene vista più come un peso che come una benedizione (…) Joel Edgerton, con i suoi occhi contornati dal rimmel che covano orgoglio e disprezzo, anche se non senza una sua personale concezione di umanità.", l'inglese The Guardian incensa così: "C'è un'integrità al lavoro che trova tutta la sua piena forza nei passaggi finali, in cui Mosé cerca di salvare Ramses da sé stesso fino ad arrivare alla dedica finale del film, che Ridley Scott fa a suo fratello Tony (…) Le piaghe sono ben fatte e spettacolari, così come è lecito attendersi da un film da 200 milioni di dollari di budget."

Nel cast del film troviamo anche Joel Edgerton, che interpreta il ruolo di Ramses II, John Turturro, Sigourney Weaver, Aaron Paul, Ben Kingsley e Indira Varma.

Da Vanity


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