"L'Oriana": arriva in TV la vita della Fallaci

di Guy Pizzinelli 

In onda su RaiUno il 16 e 17 febbraio la miniserie dedicata alla vita della giornalista e scrittrice.

Guy Pizzinelli

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L'Oriana è una fiction TV che andrà in onda su Rai Uno in due puntate, il 16 e il 17 febbraio, dopo una fugace apparizione anche al cinema in versione ridotta avvenuta il 3 e il 4 febbraio. È il racconto di una delle figure più controverse e al contempo maggiormente di spicco del secolo scorso: la giornalista e scrittrice Oriana Fallaci.
Nel 1954 viene assunta all'Europeo, si trasferisce a Roma e racconta la "dolce vita" della capitale sul finire degli anni Cinquanta. Da qui prende il via una vita professionale sempre più dinamica e movimentata che la porta a confrontarsi con i grandi avvenimenti e i protagonisti della Storia del Ventesimo secolo: dalla guerra nel Vietnam agli incontri con Kissinger, Gheddafi, Khomeini. Ad Atene, nella Grecia sotto la dittatura dei colonnelli, la Fallaci conosce Alekos Panagulis, ed è il momento in cui la vita professionale e quella privata trovano un inatteso, forte punto di incontro. Si arriva agli anni Novanta quando la Fallaci si trasferisce in modo quasi permanente a New York, dove si trova quando avviene il crollo delle Torri Gemelle. L'attacco del terrorismo islamico la induce a riflettere sul rapporto tra Occidente e Islam. E scrive La rabbia e l'orgoglio, fulcro di un dibattito da quel momento sempre più acceso e impossibile da evitare. Quando nel 2006 le viene diagnosticato il cancro, sceglie di tornare a Firenze, dove muore il 15 settembre di quell'anno.

La sceneggiatura è firmata da Stefano Rulli e Sandro Petraglia, già autori per la TV di Don Milani, Un eroe italiano, nonché più volte vincitori del David di Donatello per sceneggiature quali Romanzo Criminale e Mio fratello è figlio unico; la regia è affidata a Marco Turco, che nel 2007 diresse la miniserie su Rino Gaetano.
Il ruolo di protagonista è interpretato da Vittoria Puccini, fiorentina come Oriana Fallaci. Gli autori hanno saggiamente articolato la sceneggiatura lungo gli avvenimenti più memorabili ed epocali, scenari politici e soprattutto di guerra dentro i quali la Fallaci sembra gettarsi con noncuranza e sprezzo del pericolo, desiderosa di fare domande, interrogare, cercare di capire il perché delle cose. Non era facile raccontare una storia complessa, ampia, arricchita di vicende  polemiche, per comporre il ritratto di una donna ribelle, coraggiosa, ruvida, mai accomodante. Pur senza ambire ad "essere" la Fallaci, Vittoria Puccini ne restituisce un ritratto credibile nella sua semplicità, inserito all'interno di una regia che si muove tra interni d'epoca e esterni in giro per il mondo: a costruire il contorno di una donna sola e tuttavia non rassegnata alla solitudine, capace di passioni, e di superare smacchi e delusioni.
Nel cast con Vinicio Marchioni (Panagulis) ci sono tra gli altri Francesca Agostini (Lisa) e Gabriele Marconi (il fotografo Palotelli che divise molte delle sfide della Fallaci). Un valore aggiunto è la verità dei luoghi: se l'Iran è stato ambientato in Tunisia, il film è stato girato in Grecia e per la prima volta una troupe cinematografica ha realizzato in Vietnam riprese sulla guerra.



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