Focus: per Will Smith niente è come sembra

di Guy Pizzinelli 

Will Smith genio della truffa nel film di Ficarra e Requa

Guy Pizzinelli

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Torna sullo schermo al cinema l'ex man-in-black Will Smith che, dopo l'insipido film in coppia col figlio Jaden, After Earth, in Focus è un ladro gentiluomo.
L'ex Principe di Bel-Air ritorna  a sfoggiare un repertorio di occhiatine e sorrisi maliziosi come neanche in Hitch per interpretare Nicky, un mago della truffa. L'uomo, che ha rinunciato agli affetti per condurre una vita solitaria, non riesce a fare a meno di innamorarsi di Jess (la bellissima Margot Robbie, lanciata da Scorsese con The wolf of Wall Street e che prossimamente vedremo insieme anche in Suicide Squad), un'aspirante ladra a cui insegna i trucchi del mestiere.
Sul lavoro Nicky incontra appunto l'incantevole Jess e realizza che lei vuole "sfondare nel borseggio" e cerca un mentore che le indichi la via. Così i due cominciano a collaborare, ma il rapporto devia verso l' intimo e i problemi sono dietro l'angolo.

La coppia Gleen Ficarra e John Requa torna a raccontare il mondo della truffa, insediandosi anche nelle tattiche psicologiche che il truffatore deve acquisire per scomparire tra la folla col malloppo. Così tutta la prima parte del film è un accattivante "tutorial" di come borseggiare, fare scenate per distrarre la folla e ripulirla. Tutto narrato con un passo cinematografico, rapido, cool e divertente.
A prescindere dal registro cinematografico che sta alla base, il film è divertente e romantico al punto giusto, appetibile anche per il pubblico maschile (al centro della trama c'è un'eredità di intenti e mestiere tutta patriarcale) e perfetto per affascinare senza troppo pensare il gentil sesso, visto che in definitiva l'amore vince su tutto. La coppia protagonista funziona già fisicamente tra il robusto Smith e Margot Robbie, illuminata sempre dalla macchina da presa dei registi nella sua splendente bellezza da diva hollywoodiana.

Ma lo spettatore, si sa, si annoia in fretta e il film verso la fine perde un po' del suo ritmo. Infatti restiamo come distaccati, inermi dinanzi a questo avvicendarsi di momenti a dire il vero non molto interessanti, però dalla confezione impeccabilmente patinata. Qualche contraccolpo, rapido e indolore, viene affidato alla verve di Farhad (Adrian Martinez), il simpatico socio di Nick, che con le sue sboccate uscite a sfondo sessuale gioca facile e, a dire il vero, qualche sorriso lo strappa pure.
Poco importa: alla fine non si rimpiange il prezzo del biglietto e nel mentre si gode non solo della bellezza dei protagonisti, ma anche delle location scelte per girare il film (New York, New Orleans o Buenos Aires), di una regia elegante e di una fotografia accurata.


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