Latin Lover, un omaggio al Cinema che fu

di Guy Pizzinelli 

Una commedia corale che è un atto d'amore al cinema anni '60

Guy Pizzinelli

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Nel nuovo film di Cristina Comencini, Saverio Crispo, il grande attore del cinema italiano - un genio, come lo definisce il critico Picci - è ormai morto da dieci anni.
Le sue quattro figlie, avute da mogli diverse in altrettante parti del mondo, si radunano nella grande casa del paesino pugliese dove l'attore è nato.
Arrivano anche le due vedove, la prima moglie italiana che se lo è ripreso e curato in vecchiaia, e l'attrice spagnola che lo ha sposato ai tempi dei western all'italiana.  Tra conferenze stampa, proiezioni, rivelazioni notturne di segreti, le donne del grande divo rivaleggiano, si affrontano, in un crescendo di emozioni e situazioni tragicomiche.
Nutrito il cast, per lo più femminile: la moglie italiana (Virna Lisi nella sua ultima interpretazione), la figlia piu grande che detiene l'eredità storica del padre (Angela Finocchiaro), la figlia francese (Valeria Bruni Tedeschi), quella spagnola (Candela Pena) con la madre (Marisa Paredes), la figlia svedese (Pihla Viitala) e quella illegittima americana (Nadeah Miranda) che tarda ad arrivare.

Latin Lover cita e omaggia il cinema tricolore che fu, con Scianna chiamato a re-interpretare i grandi del passato,  "summa" dei Gassman, dei Tognazzi, dei Sordi, dei Mastroianni, dei Volonté, e oggetto del desiderio delle sue tante donne (mogli e figlie) che si ritrovano in Puglia nella vecchia residenza estiva per la celebrazioni dedicate all'attore, tanto brillante quanto disinvolto nelle sue frequentazioni femminili.
La Comencini sforna così il suo inno d'amore al grande cinema italiano anni '60-'70. Lo sancisce anche la scritta finale: "Saverio è frutto dell'immaginazione. Il grande cinema di quegli anni è veramente esistito".
"È il cinema da cui veniamo tutti, non solo gli italiani", dice la regista. "Erano liberi di fare qualsiasi tipo di cinema; il viatico più grande che dobbiamo avere da loro è la capacità di essere liberi. Ma questo grande cinema lasciava fuori molti fuoriscena, forse noi li stiamo raccontando".

Latin Lover
piacerà particolarmente a quanti hanno amato i mattatori del nostro cinema, attori che mutavano pelle in continuazione e senza problemi: da fini dicitori a guitti di avanspettacolo, da pensose o allegre muse di grandi registi a emblemi dei generi popolari, dai film di impegno politico alle sparatorie a mezzogiorno nel deserto di Almeria.
Tutto questo nel film lo vediamo in un finto/vero montaggio costruito su Francesco Scianna, che ha la giusta faccia "antica" per il ruolo. Anche se la storia famigliare di un padre grande come Luigi Comencini unisce in un connubio ideale arte e privato, la sua possibile influenza resta sempre latente in sottofondo.


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