Lo stile di Michael Jackson. Parla il costumista del Re del Pop

di Barbara Palladino 

Per venticinque anni ha realizzato il guardaroba personale del cantante idolo delle classifiche internazionali. Michael Bush racconta in un volume inedito segreti e retroscena di una carriera scintillante a stretto contatto con Jackson: artista discusso, ma di grande umanità

Barbara Palladino

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Di lui si è detto di tutto e, a tre anni dalla morte, le illazioni su manie, scandali, eredità da sogno e paternità vere o presunte alimentano il gossip. Ma Michael Jackson, con un miliardo di dischi venduti e centinaia di premi vinti, è stato innanzitutto l'artista di maggior successo di tutti i tempi, nonché un'icona di stile che, con i suoi costumi di scena appariscenti e preziosi, resterà per sempre nell'immaginario comune.

Gli artefici dei look del "Re del pop" erano il costumista personale Michael Bush e il socio di lui, Dennis Tompkins, scomparso nel 2011. Oggi il designer ha deciso di raccontare venticinque anni di carriera al fianco della star nel libro The King of style. Dressing Michael Jackson, presentato in un book signing tour negli Hard Rock Cafè europei. Sfogliando il volume si scopre quale fossero i capi preferiti del cantante: la "DinnerJacket" del Dangerous Tour e una giacca intarsiata di perle indossata ai Grammy del 1993. Tra le creazioni di Bush, il pettorale in oro zecchino del video Remember The Time e le scarpe indossate da Jacko nel clip di SmoothCriminal, che permettevano al cantante di agganciarsi al pavimento e inclinarsi in avanti di 60°. La coreografia prese il nome di "Anti Gravity Lean" ed entrò nella storia della danza.

Di Michael, Bush racconta: "Non scorderò mai la sua generosità e la risata contagiosa. Faceva di tutto per accontentare i fan e si preoccupava davvero per loro."

Quali erano i dettagli che Jackson richiedeva sempre nei suoi costumi di scena?
Voleva che gli abiti fossero parte integrante dello show, dovevano essere loro stessi uno "spettacolo". Michael studiava ogni outfit anche nella vita privata, ciò che indossava veniva disegnato su misura e serviva a costruire un personaggio. Andava pazzo per lo stile militare, amava il colore rosso e il velluto: un tessuto confortevole e caldo, che gli permetteva di muoversi bene. Dovevamo fare un modo che ogni capo gli consentisse di ballare senza costrizioni.

Quali sono i capi "iconici" dello stile di Michael?
Se penso a lui mi vengono in mente la fedora e i celebri guanti ricoperti di strass: li adorava.

Jackson è stato un artista controverso, amato e odiato. Ci racconta un aspetto di lui che non tutti conoscono?
Michael era la persona più divertente, altruista e talentuosa che abbia mai conosciuto. Quando sei costantemente sotto i riflettori, c'è sempre chi tenta di dipingerti nella maniera sbagliata. Io ho lavorato al suo fianco per un auqrto di secolo e posso dire che era brillante, ma soprattutto premuroso e di una gentilezza unica. Si preoccupava molto di più del prossimo che di se stesso.

Lei fu contattato dalla famiglia Jackson per vestire Michael in occasione del suo funerale. Cosa ricorda di allora?
Ho vissuto quell'incarico con grande responsabilità: volevo renderlo orgoglioso, perché eravamo grandi amici. Se oggi fosse di fronte a me, farei di tutto per fargli capire che la gente lo amava sul serio. Vorrei dirgli grazie per l'affetto che mi ha dimostrato negli anni e per i meravigliosi ricordi che, grazie a lui, mi porto dentro.

Da Vanity


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