Fiorello, il più grande spettacolo dopo il weekend?

di Valentina Caiani 

Bravo Fiorello, 7+! Otto in condotta (e storia della conduzione e della tv), dal sei al sette in creatività (manca ancora il tormentone e poi... ci si aspetta molto e anche di più dallo showman). Questa la nostra pagella, aspettiamo i vostri voti

Valentina Caiani

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Uno, dieci, 100, 1000, Fiorello! Il pubblico aspettava il ritorno dello showman (con il fido Baldini e gli altri del 'vecchio' gruppo) da sette anni ed è stato accontentato. Poi, certo, la prima serata è la più difficile: occorre rompere il ghiaccio, riprendere pienamente possesso degli spazi, perfezionare i tempi... C'è sempre qualcosa di perfettibile nella puntata numero uno, soprattutto se lo spettacolo dura tre ore.
Vi è piaciuto? A noi sì, con qualche piccola riserva (in particolare verso la prima mezz'ora).

Complimenti allo studio! Pieno di storia e di magia (qui girò i suoi capolavori Federico Fellini), ospita una scenografia hi-tech che permette nello spazio di uno schioccar di dita cambi di scena e mood e giochi di profondità e prospettive. Belissimo quando si trasforma in un teatro d'opera per la la rilettura 'classica' di un 'classico' di Iglesias.

Un bacio e uno schiaffetto bonario (di quelli sul 'coppino') al conduttore. Quello dell'incipit è il momento peggiore. Purtroppo un po' si è visto. Sono trapelate l'emozione e un po' di (sana e comprensibile) ansia da prestazione. Forse anche un po' di scuola, laddove Fiorello è un maestro dell'improvvisazione. Ma quando lo showman dall'attualità passa al racconto (gustosamente pubblico e privato) delle sue notti da genitore ansioso di una figlia adolescente, iniziano la complicità con il pubblico, la risata sincera, l'applauso a tempo. Il vero spettacolodopoilweekend inizia qui. Piccolo, ultimo, neo: manca ancora il tormentone. Il lato b della Merkel non è proprio il top e il disgustato "Che volgarità!" di Carla Bruni première maman non basta. Memori del 2004, ne vogliamo ancora, ne vogliamo di più.

Un bacio di bentornata a Giorgia. La sua voce scalda ed emoziona. Anche e soprattutto se intona Mina in bianco e nero. Forse deve solo un po' sciogliersi per entrare davvero nella parte della spalla in uno sketch comico.

Baldini - maestro Cremonesi: 0 a 1. Sarà che uno "è" in collegamento e a monitor e l'altro in studio, live, ma il musico coduto sembra in forma... più smagliante (nonostante il Marco in versione Ariso nello sketch finale su X Factor).

Capitolo ospiti e spettatori vip. Sei a Borriello, impacciato (non poteva dire qualcosa di simpatico sulla fidanzata a Fiorello-Signorini?), sette a Michelle Hunziker (ha riso molto ma poteva essere più complice, lei la preparazione per farlo, anche in diretta, ce l'ha), otto a Giuliano Sangiorgi (a proposito, bentornato anche a lui! Una voce che è sempre bello ritrovare), nove e più al tennista Djokovic, stracciato dal conduttore in un match di insolito tennis-padella.

Un massaggino sulle spalle a Daniel Ezralow. Coraggio, maestro, può fare di più! Il balletto dei sosia di Fiorello è pulito e, anche questo classico. Ci saremmo aspettati qualche movimento atletico in più (e qualche 500 in meno).

Un grande, caldo (e moderno) abbraccio all'inno nazionale. Fiorello chiude la serata con un Mameli in salsa hip hop. Simpatico (e sempre attuale, quest'anno, quello del centocinquantesimo dall'unità d'Italia, più che mai).

Un dubbio finale. Che nella prima puntata non si sia rischiato abbastanza. E' bello rivedere in tv la Tv, quella fatta con garbo, con competenza, esperienza, con un occhio (umile) al passato dei grandi show (uno su tutti Studio Uno) e dei grandi conduttori (Mike, l'amico, cui Fiorello dedica più di un "Allegriaaa" nel corso della serata, e Pippo Baudo, in particolare). Ma se non ci aggiungi il colore, il calore e il pepe dell'oggi (e del più autentico te stesso), incombe l'effetto déjà vu o, peggio, noia.

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Da Vanity


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