Fiorello, Il più grande spettacolo... al giro di boa

di Valentina Caiani 

Terza e penultima puntata (ma davvero?) per lo spettacolo di Fiorello. Con due duetti davvero speciali: con Elisa, sua 'scoperta' ai tempi del Karaoke, e il fratello attore, Beppe

Valentina Caiani

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Un album per Fiorello Il pregio forse più grande de Il più grande spettacolo dopo il weekend è nel trattamento della musica, che fa dello spettacolo, oltre il varietà, un grande (quanto insolito) contenitore di performance live. Duetti e mash-up starebbero bene in una compilation, anche solo digitale. Poi è chiaro: il sogno (nemmeno tanto inespresso) di Fiorello è quello del crooning. Cosa aspettiamo a lanciare Little Flower nel mondo? Con il campione Michael Bublè e il Maestro Tony Bennet se l'è cavata benissimo.

Il lato buffo di Elisa "Scoprire" un talento e mostrarne un lato inedito, ovvero riscoprirlo, quasi vent'anni dopo. Fiorello può anche questo. Accade con Elisa, che tutti ricordano in una delle sue prime esibizioni, sul palco del Karaoke itinerarnte dell'allora coduto presentatore. La cantante torna ad affiancare lo showman: canta il suo ultimo singolo ma prima si esibisce nelle imitazioni delle colleghe (Laura Pausini, Carmen Consoli), e delle vocalist da discoteca. Unica.

Un po' di auto-ironia per Biagio Antonacci Biagio, Biagio, lo sappiamo tutti quanto sei bravo, però, ieri, davanti al giudizio di Morgano e Ariso,  avremmo voluto vederti ridere di più. Perché non ti sei preso un po' in giro? Guarda che ne avrebbe guadagnato anche il tuo (indubitabile) sex appeal. E poi... davvero, fidati, ai cantautori non è vietata la leggerezza: pensa a Francesco Guccini, che al cinema si cimenta spesso nella commedia.

Recuperare i figli? Un'impresa epica! Parallelamente alla parodia della saga Twilight, torna quella, ben più divertente, del padre Fiorello alle prese con le uscite notturne della prole. Questa volta lo showman incontra un bodyguard in stile Polifemo, che dall'alto della sua mole, muove i giovani clienti come un gregge di pecore.

Quello che le canzoni dicono In pochi sanno scavare negli archivi della tv e della musica italiana alla ricerca di idee colte da rileggere in chiave umoristica e popolare come la squadra di questo varietà. Bello lo sketch sulle canzoni classiche (Balocchi e profumi e Miniera) al limite del masochismo.

Cose di cui si potrebbe fare a meno Ma la scena dell'edicola e gli appelli ai big della politica internazionale tradotti dai vip sono proprio necessari? L'idea della rassegna popolare è bella e ben rodata ma come apertura di spettacolo, visto lo show, titanico, è debole. Non vogliamo passare per dei colossi con i piedi d'argilla, no? La stessa considerazione vale anche per l'ospite traduttore: due volte è perfetta, per tre sere è troppo.

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Da Vanity


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