Il più grande spettacolo, Fiorello saluta il pubblico

di Francesca Binfarè 

Chiusura dello show del lunedì sera con Benigni, Bolle e Jovanotti. E bilancio in forma di pagella

Francesca Binfarè

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Quarta e ultima puntata: o forse no? Fiorello l'ha detto intervistato dal Tg1, una quinta serata non è in programma, ma sta alla Rai decidere. All'apertura dello show è tornato sul tema dicendo che si chiude alla quarta, e non si è risparmiato una gag sul suo essere pigro e sul fatto che, a quasi 52 anni, dopo un po' si stanca. Spiace salutare Fiorello, ma in effetti forse il suo ragionamento funziona: è parsa più brillante la terza puntata della quarta, per sua natura questo show si usura facilmente.

Fiorello e i giovani: è tornato ancora sull'argomento "pischelli", e ancora una volta ha fatto centro. Anche questo monologo è riuscito, esperienza di padre insegna e Fiore non si fa scappare un tic, una mania, un modo di dire dei ragazzi italiani. Si parla tanto delle imitazioni di Fiorello, di quanto sia intonato, di come la sua voce sia duttile: tutto questo è vero, ma i suoi monologhi -come questi generazionali- devono molto alla sua mimica e ai gesti enfatizzati, eccessivi, caricaturali che fa. Sembra facile.

L'interazione con gli ospiti: è uno dei punti forti di Fiorello perché sa scegliere quelli giusti e poi riesce a tirarne fuori il meglio. E' andata molto bene con Roberto Bolle (diamogli un bel 7), che è stato al gioco con una lezione di danza data al padrone di casa. Jovanotti (da 10) si è divertito a interpretare la sigla della sua Il più grande spettacolo dopo il big bang riscritta ad hoc, ha interpretato il vampiro Jasper ma la gag forse dopo qualche puntata mostra un po' la corda, e naturalmente ha cantato. Nessun traduttore vip per far parlare Fiore con Obama: hanno capito che il giochino aveva già dato tutto.

Roberto Benigni: nessuna sorpresa, Benigni è Benigni. Ha fatto il suo monologo, un po' con la politica, un po' con la crisi, un po' tirando in ballo la povera figlia di Fiore (quella che ispira i monologhi generazionali), e ha preso in pugno il pubblico con la sua ben nota abilità. Forse l'occasione si poteva sfruttare con un'interazione maggiore con Fiorello, invece insieme hanno solamente aperto e chiuso l'intervento di Benigni.

Penelope Cruz: non è venuta e non se n'è sentita la mancanza. Forse, invece, Morgano ci mancherà.

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Da Vanity


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