X Factor 5, I Moderni: «Volevamo arrivare terzi»

di Martina Pennisi 

Vanno pazzi per il loro inedito e non dimenticano i consigli di Elio, fra una battuta e l'altra.

Martina Pennisi

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foto courtesy X Factor

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Dai Moderni, gruppo classificatosi secondo a X Factor 5, ti aspetti esattamente le risposte che leggerete nell'intervista seguente. Ironici, dissacranti e spiritosi si fanno seri solo in due occasioni: quando si parla del loro inedito Non ci penso mai, terzo singolo più venduto su iTunes e degno fiocco sulla variegata ed energica avventura trascorsa sul palco del talent di Sky, e del rapporto con il giudice e mentore Elio. Buon divertimento.

Siete arrivati secondi, ve lo aspettavate?
«No, noi volevamo arrivare terzi! E prima ancora pensavamo di uscire a metà programma, arrivati secondi ci siamo un po' sentiti come Toto Cotugno a Sanremo... I Cotugni non è male, non è male.»

Adesso che succede? Avete già idea di come impostare il vostro percorso?
«Guarda, abbiamo pensato ai 600 metri a ostacoli, ma non ci regge il fisico. Preferiamo di gran lunga il percorso minato, mal che vada esci col botto.»

Il Festival di Sanremo è nei vostri progetti?
«Se lo presenta Cattelan, noi diciamo in coro 'sì'. E' solo che a Sanremo ci sono fiori così grandi che non ti stanno in mano, non sappiamo se siamo all'altezza. Siamo già all'autocitazione. Salvateci!»

Parlateci un po' del vostro inedito.
«Sinceramente non ci pensiamo mai. A parte gli scherzi, quando ci pensiamo (cosa che ci capita spesso) la canzone ci suggerisce sempre nuove idee, sia per la messa in scena sia per l'interpretazione. E poi racconta molto bene cosa siamo noi in questo momento: sembra un brano superficiale, ma fa un disegno in modo onesto i rapporti personali e sentimentali di oggi, basati molto spesso sulla bellezza esteriore. Guardate noi, il nostro essere figo è non essere fighi. E poi diciamocela tutta: se fossimo stati strafighi, avremmo vinto.»

E del rapporto artistico e personale con Elio.
«Il tempo passato con Elio è stato troppo poco, anche se ben speso. E' una persona estremamente riservata che non si sbilancia mai nei rapporti personali, conscio del fatto (forse) che c'è un tempo per ogni cosa. Ma dopo il primo mese, il nostro rapporto con lui ha preso la forma del primo abbraccio stile wrestling che ci diede sul divano del loft: noi investiti dalla sua energia. Ci sembrava sempre di dover conquistare la stima di un grande artista ed eravamo molto intimoriti da lui all'inizio. I suoi consigli sembravano quelli di un maestro zen: 'respirate, fate come i piloti di rally, dormite, mangiate, non provate troppo'. Il tutto si è sintetizzato nella frase: 'fatelo per gli amici', che è stato il più grande insegnamento metabolizzato da quando ci siamo approcciati al mondo del talent show. In realtà è un consiglio universale, anche quando stai con gli amici è importante farlo per gli amici, quando sei con gli amici!».

Come commentate la vittoria di Francesca?
«Come disse lei subito dopo la vittoria: 'cicci, per chi vince...che giornata di merda!' (da leggere con la sua inflessione dialettale), la sua è stata una vittoria fisiologica, o meglio, naturale... non poteva non andare così.»

E il terzo posto di Antonella?
«Inaspettato, pensavamo vincesse sinceramente. La davamo come una delle favorite, comunque siamo un po' invidiosi, il terzo posto doveva essere nostro! Come Nevruz e la Ferreri (che in realtà è arrivata seconda, ndr)... Che grandezza!»

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