Sanremo, vince il giovane Alessandro Casillo. Fuori Matia Bazar e Civello

di Martina Pennisi 

Il sedicenne di Io Canto si aggiudica Sanremo Social. Questa sera torna Celentano.

Martina Pennisi

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I talent show colonizzano il Festivàl, un'altra volta. Ad aggiudicarsi la sezione Sanremo Social della 62esima edizione della kermesse è Alessandro Casillo, 16enne nato artisticamente sotto i riflettori di Io Canto. Seconda la pupilla di Caterina Caselli Erica Mou e incredibilmente quarto il bravo e originale Marco Guazzone. Sentenze, qualche minuto prima dell'una di notte, anche per i big: non saranno della partita questa sera i Matia Bazar e Chiara Civello.

Un applauso per Casillo: ha vinto Sanremo giovani, che fai, non glielo fai? Resta una punta, una punta grossa, di amaro in bocca per un verdetto nato (solo) sull'onda della popolarità televisiva e digitale del ragazzino. Mou e Guazzone qualche anno fa, quando i talent non condizionavano l'andamento del concorso ligure, se lo sarebbero mangiato a colazione. Tant'è…

Una tirata d'orecchie a Fargetta: è colpa sua, è colpa sua se Gigi D'Alessio è salito sul palco vestito come uno dell'età… di sua moglie. Roba brutta.

Ricapitoliamo il Sabrina Ferilli pensiero: si parlava di cinema, visto che gli italiani trattano da geni gli stupidi che vengono dall'estero, chessò tipo Woody Allen o Tim Burton, bisogna apprezzare gli stupidi, Cinepanettoni & Co., di casa nostra. Non fa una piega.

Ricapitoliamo l'Alessandro Siani pensiero: dobbiamo essere fieri del tricolore perché i francesi non hanno il bidet, perché Milano ti offre un'opportunità, e un'opportunità è una speranza e una speranza è un miracolo, e perché Napoli è l'amarezza squarciata da un sorriso che compare sul viso di un bambino. Non fa una piega II.

Un biglietto per la finale ad Adriano Celentano: i due punti sopracitati riportano in auge il Molleggiato. Quasi quasi (quasi) c'è da essere contenti del suo intervento previsto per questa sera.

Una ola per Rocco Papaleo: ieri ha recuperato lo spirito originario del suo personaggio, la sobrietà, e ha emozionato platea e divani con il suo monologo conclusosi con la frase "il suono che preferisco è la risata di mio figlio". Bene così.

Uno slancio d'affetto per Gianni Morandi: abbiamo avuto la conferma definitiva che è in buona fede, ma che proprio non ce la fa. Platinette-Mauro ha chiuso la sua esibizione con un polemico "io amo gli etero", diretto ai Soliti idioti e alla loro stigmatizzazione degli omosessuali. Tutto fiero, il Gianni nazionale ha risposto con "e io amo i gay". Ci rinunciamo.

Un applauso per la risata "beota" di Ivana: capisce poco e niente, ma ride. E ride in un modo buffissimo. Avercene.

Un nuovo ministro del Lavoro per Arisa: no, perché deve essere stato per le dichiarazioni della Fornero sull'immagine della donna e per espiare la farfallina di Belen che si è messa un sacco di canapa sopra la tuta da sci dell'altra sera.

Una stretta di mano a Noemi: ha alzato la marcia, come molti dei suoi colleghi in duetto, e precisato che per il podio corre anche lei.

Un po' di pazienza per Francesca Michielin: chi l'ha buttata nella mischia ha sbagliato. L'esperienza in certi casi conta più dell'indubbio talento, ad esempio quando devi suonare il pianoforte e tenere il microfono nella giusta direzione. Alla prossima.

Gli altri tre Teletubbies ad Alessandra Amoroso: le saranno mancati, no?

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Da Vanity


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