Sanremo 2012, atto finale. Grazie per l'umorismo

di Francesco Menichella 

Ultima rubrica dedicata a ironia, sarcasmo e comicità, più o meno consapevole, sul palco del festival. Con Geppi, Rocco, Luca, Paolo, Adriano e... una vena di pathos

Francesco Menichella

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Baci, bandiere della pace e Dio. La serata finale del Festival di Sanremo è all'insegna di un misticismo farsesco a cui siamo poco abituati. Il più atteso è Adriano Celentano che deve l'appellativo di molleggiato alle movenze ispirate a Jerry Lewis. Il suo non è un momento comico ma drammatico. Si sente perseguitato dai media che estrapolano frasi e ignorano le forme verbali: «Famiglia Cristiana e Avvenire secondo me andrebbero chiusi. Non ho detto che vanno chiusi». Adriano vuole fantasticare di paradiso, scoprire Dio, tracciare linee del suo carattere, del volto e «fare una gara per avvicinarsi a lui, l'unica via non interrotta».
Sarà per questo che Luca e Paolo si dipingono il volto come due Pierrot e si rivolgono con una preghiera al Signore dei comici protettore dei pagliacci e dei saltimbanco: «Grazie per il senso dell'umorismo. Dall'alto dei cieli ci guardi e chissà quante risate ti fai. Fai che il senso dell'umorismo ce l'abbiano un po' tutti. Quello, quella, lui e lei... Lei… soprattutto Lei. Nessuno si prenda troppo sul serio su questo palco perché i cuori e le menti restino vigili sulle parole importanti e non su quelle inutili o le parolacce».
Si vola alto nella giornata finale del festival di Sanremo 2012 e dalle scale scende a piedi nudi sul palco Geppi Cucciari: «Ho capito che per rimanere impressa devi scendere le scale senza qualcosa. Volevo farmi tatuare anche io una farfallina ma non vorrei che con gli anni mi si trasformasse in uno pterodattilo».
La comica sarda è in piena forma e ironizza sulle polemiche che hanno accompagnato Gianni Morandi in questi giorni. Geppi si fa portare un carrello di faldoni per leggere le postille del contratto Rai di Celentano: «Nessuno deve capire prima cosa dirò e nemmeno dopo. Portatemi pane e tonno che a moltiplicarli ci penserò io. Non ho detto che lo faccia ma se mi va voglio potere invadere la Polonia».
Geppi si trova subito a suo agio accanto a Morandi: «Gianni tu vieni qui prestissimo, ma quando dormi a parte quando stai sul palco? ».
Rocco Papaleo mantiene un atteggiamento sobrio, anche se questa volta si toglie il loden per rivendicare il suo ruolo di attore: «Sono l'Al Pacino della Basilicata. In questi giorni ho sempre recitato tranne quando mi sono dimenticato di chiudere la patta».  Rocco è anche un cantante e per  lui arriva il momento di presentare il pezzo che era stato escluso nella scorsa edizione di Sanremo: Come Vivere.
Secondo Morandi è il vero vincitore del festival e anche se questa affermazione toglie il premio finale dalle mani di Emma è a una donna che torna lo scettro nel chiudere questo viaggio nella comicità del festival di Sanremo 2012. Si tratta di Geppi Cucciari a cui viene data la possibilità di raccontare che fine faranno i protagonisti di quest'anno: «Gianni Morandi, finirà a leggere l'orario ferroviario nella stazione di Bologna. Elisabetta Canalis verrà chiamata da tutti gli studi di Hollywood che la pregheranno di restare in Italia.
Pupo riceverà le scuse di tutti i giornalisti che lo criticavano per come cantava. Non avevano visto come recitava».
E infine si chiede che fine farà Rossella Urru, una volontaria italiana cooperante in un campo di rifugiati Sahrawi in Algeria  che è stata rapita da un gruppo di terroristi islamici nella notte tra il 22 e il 23 ottobre 2011 insieme a due colleghi spagnoli, Aino Fernadez Coin ed Enric Gonyalons. «Spero che di lei si torni a parlare», conclude Geppi. «Spero possa tornare da noi e sia tra le donne che fanno notizia».


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