Sanremo: il talent(o) Emma, la fretta (finale) di Gianni e lo scivolone di Casillo

di Martina Pennisi 

Sul più alto gradino di un podio tutto rosa, un'ex conconcorrente di Amici. Seconda Arisa, terza Noemi. E dopo abbracci e applausi, il bilancio sul festival

Martina Pennisi

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Tre donne sul podio, un'amica di Maria De Filippi sul gradino più alto per la terza volta e un po' di amaro in bocca. Emma (Marrone) si è aggiudicata la 62esima edizione del Festival di Sanremo con il brano Non è l'inferno. Secondo posto per Arisa, classificatasi prima nella graduatoria combinata tra televoto e giudizio della Sanremo Orchestra, e la sua La notte. Terza Noemi, con Sono solo parole. Su iTunes il verdetto è ribaltato: la cantante dai rossi capelli guarda tutti dall'alto in basso, l'ex giudice di X Factor la segue a ruota e la vincitrice di Amici 9 si deve accontentare del bronzo. Tornando alle sentenze liguri, Nina Zilli si consola con un biglietto per l'Eurovision song contest 2012 e Samuele Bersani porta a casa il premio della critica.  

Un po' di indipendenza al Festivàl: meno talent e più talenti. Meno Mediaset e più musica. Sanremo è ormai una questione esclusivamente televisiva, con Casillo (Io Canto) e  Marrone (Amici) a dominare la scena (e Scanu e Carta, rispettivamente, due e tre anni fa), ed è abbastanza ovvio che a Cologno abbiano deciso di non controprogrammare le annunciatissime vittorie dei loro pupilli. Rimane, non senza un pizzico di nostalgia, il ricordo dell'emozionante epilogo dello scorso anno, quando a trionfare accompagnato da scroscianti applausi è stato Roberto Vecchioni. Alla prossima. E a questo proposito…

Una tirata d'orecchie a Morandi: il primo a rubare qualcosa alla magia degli ultimi istanti è stato l'esausto conduttore. Dopo aver invitato a pagare il codice (canone) Rai entro il 29 settembre (febbraio), ha annunciato senza un minimo di pathos il nome della vincitrice, l'ha messa sotto pressione chiedendole i nomi degli autori della sua canzone (tirata d'orecchie anche a lei che non li sapeva) e ha bypassato il secondo e il terzo posto. L'espressione di Arisa diceva tutto. Nient'altro da aggiungere.

Uno scappellotto a Casillo: interrogato sui brani di Celentano, leggi: parte della storia della musica italiana, ha fatto scena muta che manco un calciatore messo davanti a un quiz di storia moderna. Terribile.

Una ola per Geppi Cucciari: se è stato il Festival delle donne, lei lo ha vinto. Simpatica, garbata e pungente. Ne ha avuto per tutti e alla fine, citando Rossella Urru, è riuscita persino a lanciare un messaggio di un certo peso. Ola e olè.

Dite a Siani che un motivo per non sentirsi orgogliosi di essere italiani, nonostante il miracolo meneghino e l'amarezza squarciata ecc ecc di Napoli, l'abbiamo trovato: la televendita di Coconuda.

Un inchino al cospetto dei 14 big: edizione pasticciata, afflosciatasi su se stessa, ma caratterizzata da brani competitivi e interessanti. Se dalla musica si dovrà ripartire, un passo è già stato fatto.

Un'edizione in gara per Celentano: così, per chiudere la complicata parentesi di quest'anno.

Una stretta di mano a Rocco Papaleo: complessivamente, promosso senza riserve. Ha fatto il co-conduttore, la spalla, la macchietta (in certi casi in maniera eccessiva. Ok, piccola riserva), l'attore, il valletto e la valletta. Grazie.

I fiori di Sanremo sul palco: qui in città non chiedono altro. Non qualche mazzo di tanto in tanto, ma tornare a fare parte della scenografia di una competizione che prima di essere di Mamma Rai è di Mamma Sanremo.

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