Sabina Guzzanti, la satira non è bipartisan

di Francesco Menichella 

Un, Due, Tre Stella, la nuova trasmissione di Sabina Guzzanti in onda su La7 aggiusta il tiro e amalgama meglio i suoi ingredienti: satira, comicità e pensiero

Francesco Menichella

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Nella prima puntata la parte dedicata al talk show aveva un po' sofferto rallentando il ritmo al resto dello spettacolo, nella seconda Sabina ha presentato un prodotto decisamente più maturo e stuzzicante.
Innanzitutto l'idea. È possibile fare satira ora che non c'è più Berlusconi alla presidenza del governo? La domanda è retorica. Si può perché c'è Mario Monti, un governo tecnico e parecchi conti da saldare con il ventennio berlusconiano. In Italia, per esempio, il livello di corruzione è doppio rispetto alla media europea.
"Piuttosto che fidarsi della democrazia si mettono d'accordo tutti. Avete visto la foto con Alfano, Casini, Bersani e Monti. La grande coalizione da Tiffany," attacca a testa bassa Sabina. "Non si può discutere perché c'è un'emergenza. Ma la parola emergenza proferita da questa classe dirigente fa un effetto strano. Sarebbe come se delle persone a volto coperto entrassero in una banca e dicessero: Fermi tutti emergenza rapina. E appena qualcuno facesse notare che sono loro a rapinarci, rispondessero: Basta con questi slogan divisivi!" Non lo capite che siamo tutti nella stessa banca?"
Al di là delle battute e del sarcasmo, usato a piene mani anche dai giovani autori di satira Francesco De Carlo e Raimondo Marino, il concetto chiave della serata è la democrazia. La presenza del costituzionalista Stefano Rodotà serve a ricordare quanto sia importante ridare ai cittadini un ruolo di protagonisti nella politica. "Le istituzioni sembrano diventate un contenitore della corruzione e la gente gira la testa dall'altra parte," dice il professore. "Va recuperato il senso della parola morale. Il moralista oggi è quello che non si arrende di fronte alla corruzione e a chi usa per fini personali i soldi pubblici. La priorità del nostro Paese deve essere la lotta alla corruzione".

È fondamentale per chi fa satira avere un'idea ben chiara su cui fare ruotare il proprio discorso comico. La polpa della satira è politica e il suo gusto non è bipartisan. Chi non ama il piccante può trovarsi a disagio.

"Abbiamo detto addio all'articolo 18, l'ultimo baluardo  delle conquiste del Novecento. Su questo Monti è stato fermissimo, ha detto che non accetta veti. Tranne che sulla legge elettorale, gli stipendi dei parlamentari, la giustizia, le liberalizzazioni, le frequenze televisive, il Cda della Rai e la patrimoniale. Per il resto lui non accetta veti. Hanno dovuto portare lo scalpo dei sindacati alla BCE. Più che tecnici mi sembrano i Bastardi Senza Gloria di Tarantino."

Proprio per il suo sapore intenso, la satira va servita con una generosa dose di comicità: Nino Frassica, Caterina Guzzanti, l'ottimo video trailer dal titolo Forrest Gelli, ieri, loggia e domani.  Sabina Guzzanti stessa inserisce nel corso della trasmissione un numero impressionante di imitazioni e parodie: Lucia Annunziata, Moana Pozzi, Barbara Palombelli, Valeria Marini, un video in cui interpreta una donna americana che insegna a vivere in un mondo privatizzato e l'esponente politica di centro destra allieva dell'ex ministro Renato Brunetta. Gioca sulle antinomie dei personaggi e  spesso con le parole come nel caso dell'esilarante Valeria reduce dall'Isola dei Famosi: "L'Isola dei formosi non è come l'isola di Pasqua che sono tutti contenti come a Natale, è uno sforzo duro stare sull'isola. È come stare dentro Dolce e Gabbana Jones alla ricerca dell'orca perduta. Per questo in molti quest'anno hanno mollato baldracca e burattini…"

La comicità pura non toglie comunque alla satira di Sabina Guzzanti il sapore selvatico che di proposito lei vuole dare alla propria pietanza: "Elsa Fornero ha detto che la questione della flessibilità aumenterà i posti di lavoro e siamo tutti convinti che sarà un boom di assunzioni alla mensa della Caritas. Bisogna anche dire che effettivamente tutte le parti hanno rinunciato a qualcosa. La Confindustria ha rinunciato ai contratti a termine, i lavoratori all'articolo 18 e il Pd alla faccia."
Una trasmissione di satira deve fare discutere e per farlo la provocazione è un mezzo necessario: "La corruzione è irrefrenabile, dilaga e si parla di nuova tangentopoli. Bersani ci rassicura, Lusi è stato espulso gli è stata tolta la tessera. Ma toglietegli il pin, non la tessera. Ci chiedono di risolvere il problema della corruzione e la prima cosa che si pensa di fare è una legge che farà saltare il processo Ruby. Mi domando se non sia il caso di rimanere con gli occhi aperti invece di sognare e continuare a dire quanto sono bravi e magari scoprire tra vent'anni che questo governo o qualche elemento deviato magari, sotto sotto, stava trattando con la politica. Ricordate il famoso papello con le richieste della mafia allo Stato? Magari tra 20 anni veniamo a scoprire che c'è stato nel nostro periodo un papello berlusconiano con delle richieste tipo assoluzione in tutti i processi, frequenze televisive e qualche richiesta stramba tipo fare finta che Alfano sia una persona normale."

Mario Monti è l'imitazione centrale che fa da collante a tutti i suoi interventi e lancia, perfino la pubblicità. Il Monti robot di Crozza, nelle mani di Sabina si trasforma nel Monti burattino. Nessuna devozione in nome di un altro imperativo assoluto per un'autrice di satira: il ragionamento portato alle sue estreme conseguenze. "Possiamo tornare a discutere liberamente o dobbiamo passare dall'uomo della provvidenza all'uomo della previdenza senza proferire parola."

Per concludere, Un due tre Stella ha offerto tanta comicità che nelle mani di Sabina si è dimostrata buona, necessaria, divertente, un po' come le patate che accompagnano un arrosto. Alcune, naturalmente si attaccano più di altre alla padella ma è inevitabile. Ha fatto capire come sia importante avere un'idea su cui riflettere per lanciarla senza avere paura di satireggiare. "La democrazia è l'unica ricetta possibilie per i nostri mali," dice Sabina. "Non è detto che l'unica soluzione sia scrivere sulla Costituzione: l'Italia è una repubblica salvo imprevisti."


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