Sabina Guzzanti: Un, due, tre, tv e Fede non c'è più!

di Francesco Menichella 

Ogni puntata ha un tema su cui ruota la comicità della trasmissione, nella prima si è parlato di finanza, nella seconda di Costituzione e nella terza di televisione. Ospite inattesa una notizia, quella sulla rottura fra Emilio Fede e Mediaset

Francesco Menichella

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La terza puntata dello show di Sabina Guzzanti è dedicata alla televisione, lo strumento di intrattenimento e informazione che più di ogni altro ha condizionato lo sviluppo culturale e politico del nostro paese. Per farlo gli autori di Un, due, tre Stella hanno invitato Neri Marcoré nei panni di uno strepitoso Gad Lerner ("Il grande giornalista britannico David Frost ha detto che la tv  ci fa divertire nel nostro soggiorno grazie a gente che non vorremo mai avere in casa. Un chiaro riferimento a Giuliano Ferrara"), la bravissima Rosalia Porcaro interprete di una beffarda donna afghana ("Ho fiducia negli americani, non dimenticheremo mai quello che hanno fatto. Appena abbiamo avuto bisogno sono venuti a bombardarci poi ci hanno chiesto: volete tenere il burqa tutta la vita o volete essere sterminati?") e Marco Travaglio.
Ogni puntata ha un tema su cui ruota la comicità della trasmissione, nella prima si è parlato di finanza, nella seconda di Costituzione e nella terza di televisione. "La tv non è democratica e senza una tv democratica non può esserci democrazia… Il 31 gennaio è scaduto l'abbonamento Rai l'avete pagato o volete distorcervi le notizie da soli?"
A proposito di televisione l'ospite più inatteso è stata la notizia della rottura fra Emilio Fede e Mediaset.
Si parla di tv in mano ai partiti e all'interesse di chi manovra la politica, sicchè la concorrenza tra pubblico e privato è un gioco al ribasso. Sabina Guzzanti si fa dare sostegno da Marco Travaglio e non risparmia colpi.
"È appena scaduto il mandato al cda della Rai e Michele Santoro ha detto che si candida alla presidenza insieme a Carlo Freccero per farne un servizio pubblico. Silvio Berlusconi è immediatamente volato in Bulgaria convocando una conferenza stampa." Il riferimento all'editto bulgaro è fortemente voluto e orgogliosamente ricordato. Il problema del tema scelto da Sabina Guzzanti è che appare vecchio. Lei stessa lo ha già affrontato nel 2005 con il film Viva Zapatero!
La tragedia è che le cose non sono cambiate.
In fondo l'addio di Emilio Fede fa notizia più del fatto che il giornalista abbia 81 anni e che al suo posto arrivi Giovanni Toti, un fedelissimo, più di  fede, di Mediaset. Nulla cambia.

"La tv ci convince di ogni cosa. Gheddafi solo qualche mese fa era un simpaticone… Dopo il terremoto dell'Aquila ci hanno convinto di avere messo a posto ogni cosa. Davanti allo schermo abbiamo visto l'inquadratura di Gianni Letta. Dietro di lui c'erano le macerie. Il miracolo a cui hanno voluto farci credere si chiama primo piano di Gianni Letta… Le tv non hanno cambiato padrone e la situazione è grave.
Alle prossime elezioni sulla scheda elettorale leggeremo il nome di Berlusconi e diremo: toh guarda un nome nuovo… Se la tv fosse stata democratica oggi non ci troveremo tra le macerie."
Non manca in Sabina Guzzanti il gusto dell'iperbole. Ma è un espediente retorico della satira. Nessuna cattiveria.
"La ragione per cui detestiamo Maria De Filippi, ma dire così pare una cosa brutta... Diciamo la ragione per cui la consideriamo un nemico dell'umanità è per la sua determinazione a fare apparire ogni singola sfumatura dell'animo umano gretta e mercificabile. Non ce l'abbiamo con lei per i contenuti non è che se parlasse di cose più alte cioè di tragedia sarebbe diverso. Per esempio, se intervistasseEdipo Re…"
La naturale ruvidità della satira è come al solito smussata dalla comicità delle  numerose imitazioni: Emma Marcegaglia, Lucia Annunziata, Valeria Marini, Barbara Palombelli e Moana Pozzi: "Sei Mario Monti e ti accorgi che per un bizzarro fraintendimento tutte le volte che parli di misure straordinarie alla Marcegaglia luccicano gli occhi. Che cosa fai?" dice Moana dal paradiso. "Uno: specifichi che le misure non sono della Bce ma proprio le tue. Due: attendi la fase rialzista e le chiedi se ti fa uno Swap. Tre: fai una manovra e poi ti tocchi e ti ritocchi."
Insomma lo schema di Un, due, tre Stella ormai è rodato anche se l'impresa di unire talk show, satira e comicità non è proprio un gioco facile, ci vuole coraggio e tanta concentrazione.
La satira è una cosa seria e meno male che c'è Nino Frassica perfettamente calato nel tema della giornata con le sue anteprime televisive che prendono in giro la tv del dolore, padre e madre di ogni spazzatura: "Ospite su Rai1 e Canale5 un uomo che è diventato vedovo lo stesso giorno che gli è morta la moglie. Un dolore doppio".

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