Zelig, la Lega, il kamasutra e il pikkio

di Francesco Menichella 

La pausa pasquale porta nuove energie a Zelig e la politica diventa un argomento troppo ghiotto da cucinare

Francesco Menichella

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Sul palco di Zelig si presenta uno chef abile a tagliare il pesce come nella migliore tradizione giapponese. Enrico Bertolino affetta il Trota che "non ha mai chiesto soldi alla Lega ma se li prendeva direttamente" e dopo avere messo "gli Unni contro gli altri", ha dovuto fare un passo indietro come i gamberi. "Un tempo si diceva: chi trova un amico ha trovato un tesoro. Ora trovato il tesoriere gli amici spariscono".
Parlare di politica in una trasmissione votata alla battuta leggera può legare la bocca? Bertolino direbbe che per legare Lega, ma fa bene al cuore e qualcuno deve stare vicino ai poveri militanti del movimento padano "presi per il sedere e tenuti per i Maroni".
Oltre al pirotecnico Salvatore Marino, anche un cabarettista di razza come Leonardo Manera non si fa scappare l'attualità e al suo imprenditore razzista del nord-est fa dice: "Finalmente ho capito perché i capi della Lega Nord ce l'hanno tanto con gli zingari. Perché gli fanno concorrenza". Il pubblico in sala approva e Claudio Bisio osserva: "Qualche settimana fa non ci sarebbe stato questo applauso".
Alla satira basta poco quando è la politica a rendersi ridicola e la comicità scorre limpida grazie a Giorgio Verduci, unico vero baluardo contro le quotidiane ingiustizie, il poeta Stefano Bellani, le spassose domande dei Boiler (Basso, Paniate e Cinelli), la passione latina di Manuel (Paolo Casiraghi), la simpatia di Mario de Janeiro (Fausto Solidoro), le canzoni riadattate ai nostri tempi di Andrea Di Marco, i surreali Emo, il napoletano Antonio D'Ausilio, il bravo Diego Parassole fino alla mimica di Bove e Limardi, dei Senso Doppio e di Simone Barbato che interpreta le corde vocali, le gambe delle donne, l'asino stizzito.

Claudio Bisio e Paola Cortellesi si giocano il jolly della serata con un Gioele Dix in uno splendido stato di forma comica. "In molti mi chiedono perché tengo sempre gli occhiali da sole. Bella domanda. Per vedere il meno possibile ciò che ho intorno. Perché più vedo e più mi incazzo. Per esempio, l'altra mattina esco di casa dalla rampa dei boxe mi giro istintivamente verso la facciata del mio palazzo appena restaurata e intonacata. Otto mesi di ponteggio, sei rate da 784 euro per spese straordinarie, dodici assemblee di condominio fino a tarda notte per decidere la sfumatura di giallo. Il vicino di pianerottolo che mi ha tolto il saluto perché ho votato giallo ocra anziché giallo canarino.
Non ci credo, non ci credo!!!
Sulla parete appena intonacata del mio palazzo una scritta con la bomboletta spray: Buongiorno fringuellina dal tuo pikkio. Ma porca di quella porca!".

Tiene testa a Giole Dix anche l'ormai maturo Max Pisu che porta sul palco di Zelig spaccati di vita quotidiana analizzati con grande intelligenza e interpretati con rara naturalezza. Il monologo del papà e dei figli che crescono è perfetto: "Quanto entusiasmo vedere uscire i bambini da piccoli. Alle superiori non è così. Lei figli più grandi ce li ha? Ho una figlia, alle superiori è non è più come ai tempi delle elementari. Fuori dalle scuole superiori sembra che non ci siano genitori, ma ci sono. Dal satellite, dall'alto se guarda intorno alla scuola, nelle viuzze, sono parcheggiati per non farsi vedere. Ti dicono vienimi a prendere ma non farti vedere perché c'ho vergogna. Allora vedi i papà camuffati da vigili urbani, da netturbini che controllano".

Un apporto fondamentale a questa edizione di Zelig è dato dai Pali e Dispari ("Andiamo al cinese?" "Non mi piace il cinese ti danno quei grissini troppo duri da mangiare". "Ma quelle sono le bacchette!" "Come li chiami, li chiami, ma da mangiare sono sempre troppo duri") e dal trio Sagapò (Gianluca De Angelis - Gianmarco Pozzoli - Marta Zoboli).

Nonostante ci si avvii alla fine dell'edizione 2012, Claudio Bisio non perde l'occasione per lanciare comici ancora sconosciuti al pubblico televisivo. Tocca al romano Alessandro Serra farsi onore sul palco di Zelig con una parodia sulle domande deficienti della gente:
Ascensore.
"Che fa? Sale?"
"No, a me piace guardare le porte che si aprono e si chiudono".

Lungo la strada.
"È tuo il cane?"
"No, sono uscito con il guinzaglio e mi sa che questo si è attaccato strada facendo, anzi grazie che me lo ha detto se no rischiavo di portarmelo a casa".

A casa di nuovi amici.
"Piacere, Alessandro".
"Ti chiami Alessandro?"
"No, mi chiamo piacere!"

E per finire non manca la sublime volgarità di Rocco Ciarmoli in arte Rocco il gigolò, un uomo con un mezzo. Gli espliciti doppi sensi urlati sul palco di Zelig dal suo buffo megafono sono diventati addirittura un libro: Il Kamasutra secondo Rocco.
"Vostro marito a letto è come il cambio di stagione: lo fate due volte l'anno? Io sono come il cambio della guardia lo fate tre volte al giorno.
Io sono come l'uovo di Pasqua scartatemi tutto e giocate con la sorpresa".

Anche a Paola Cortellesi hanno proposto di scrivere un libro sulla sua esperienza a Zelig, ma ha rifiutato: "Voglio troppo bene a Claudio Bisio per sputtanarlo così!"

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