Sabina Guzzanti e la ricetta per curare l'antipolitica

di Francesco Menichella 

Batman e l'Uomo Ragno finirebbero in galera se osassero sfidare i super faccendieri che manovrano  e agiscono nella zona d'ombra della politica italiana. Questa la tesi contenuta nel finto trailer satirico presentato nell'ormai collaudato spettacolo di Sabina Guzzanti: Un Due Tre Stella.
La sesta puntata affronta un tema inquietante e di stretta attualità: la crisi dei partiti e della politica.

Francesco Menichella

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foto SGP

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"Grazie agli ultimi scandali il consenso nei confronti dei partiti è sceso dal 4% al 2%, circa 1 milione di italiani," osserva Sabina Guzzanti. "Quelli che credono nei partiti sono un numero inferiore di quello degli stessi militanti."
Non meno caustica Rosalia Porcaro nei panni di una pensionata napoletana: "Ricordo cosa dissero quelli della sinistra quando andarono al governo: adesso che siamo al potere faremo il contrario di quanto ha fatto Berlusconi. Il problema è che quello non ha fatto nulla. Come si fa a fare il contrario di zero? E infatti non ha combinato niente nessuno."
La satira è antipolitica?
Per evitare ogni dubbio Sabina Guzzanti ha organizzato la trasmissione dividendola scrupolosamente in due tempi. Nel primo la critica e nel secondo le proposte. Agli ospiti della serata il compito di inscenare il loro personale dramma di vecchi uomini delusi di fronte al fallimento della politica e di indicare la via d'uscita. L'attuale classe politica è "destinata a essere spazzata via," dice lo scrittore Erri De Luca, e andrà sostituita da nuovi movimenti e dalla partecipazione entusiasta dei cittadini: "nessuno si libera da solo… ci si libera tutti insieme," conclude Don Andrea Gallo dichiaratamente ostile a "Comunione e Liberazione."
La vera satira è una visione della realtà che si nutre d'amore per la politica e di idee su cui ragionare. Per questo il satiro ha una concezione del mondo e un metodo che per natura infastidisce, pungola e non è per nulla comodo. Fare satira significa essere impopolari. Sabina Guzzanti nel monologo svela che il suo principale bersaglio non è stato Silvio Berlusconi, ma il Pd. "In tutti questi anni li abbiamo visti organizzare congressi dove il principale interrogativo era: Perché non riusciamo a convincere gli italiani che siamo di destra anche noi? Tutte le volte che i cittadini sono riusciti spontaneamente e a fatica a organizzare la loro protesta loro si sono sempre schierati contro con un monito: Attenti, le vostre manifestazioni fanno vincere Berlusconi! Se non fosse stato per Ruby, o per la BCE. Quale sarebbe stato il piano? Un gavettone?"
Nel corso delle sei puntate di Un Due Tre Stella il talk show ha ceduto tempi e spazi alla parte comica del programma e lo sforzo di snellire ogni singolo intervento ha regalato ritmo, moltiplicando gli inserti comici.
Sabina Guzzanti ha riproposto l'imitazione parodistica delle ovvietà di Giorgio Napolitano, la caricatura di Barbara Palombelli, della donna americana che vive senza welfare, della militante di centro destra ed è scesa in piazza a fianco dei lavoratori della FIOM nei panni di Emma Marcegaglia rinnovando la tradizione del miglior Alighiero Noschese.
Nota distintiva sono le donne. Oltre a Sabina e Caterina Guzzanti, si sono distinte la pirotecnica Virginia Raffaele nell'interpretazione del centralino del Vaticano e la pensionata Rosalia Porcaro che non ricorda se i due giorni in cui ha governato la sinistra sono stati martedì e mercoledì o giovedì e venerdì. I giovani Edoardo Ferrario e Saverio Raimondo confermano la buona impressione del loro esordio insieme al collaudatissimo Nino Frassica. "L'unica soluzione al problema delle pensioni è fare morire gli uomini a 70 e le donne a 65," dice Saverio Raimondo. "Mi prendono per pazzo ma  è un obiettivo possibile: basta investire nella malasanità e nell'inquinamento atmosferico." La satira non è acqua.

Da Vanity


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