Quello che (non) ho, quando la tv (ri)trova le parole

di Staff Star 

Abbandonati (ma non del tutto) gli elenchi, Fabio Fazio e Roberto Saviano ricominciano il loro viaggio nel contemporaneo e nelle sue emozioni attraverso le parole. Tra quelle della serata inaugurale ci sono Donna, Vita, Terra, Forza, Finanza, Pomodori, (Il) Ponte... Ma quella che pesa di più, e su cui ci si dilunga in tempo di crisi, è Suicidio, cui si associa Lavoro

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La coppia Fazio-Saviano torna in tv dopo il successo di Vieni via con me (in questi giorni in edicola in forma di documentario in DVD con Repubblica e L'Espresso) con un 'sequel' che, forse anche a causa dei primi ospiti, pare ibridato con Che tempo che fa.

Esaurita la novità degli elenchi, che comunque non mancano (le parole che amiamo VS quelle che abbiamo a noia; quello che ho e quello che non ho tra incorci e richiami), ci si concentra, con monologhi più o meno lunghi e più o meno riusciti, sulle singole parole. Si mettono in favore di luce alla ricerca di sfumature emotive (l'avverbio Sempre, raccontato da Pupi Avati, cultore della nostalgia), alla ricerca di significati nascosti (Pomodori, nella denuncia del caporalato) oppure nel tentativo di recuperarne il valore originale (Europa, dal greco, euros e ops, "sguardo aperto"), o in quello di sottolineare la cronaca locale che chiede di diventare emergenza nazionale (Suicidio, dei precari e degli imprenditori davanti alla disperazione e al fallimento; Donna, oggetto di soprusi e violenze) o una Storia poco nota, a rischio oblio (Figlio, per non dimenticare la strage di Beslan; Ponte, inteso come lo spontaneo ponte umanitario durante la guerra in Ex Jugoslavia ma soprattutto come quello abbattuto di Mostar che portò Erri De Luca a partire in missione di pace).
A volte le parole si parlano e duellano, come accade con Politica e Anti politica, cui Gad Lerner e Marco Travaglio portano i loro argomenti.
Quattro volte i monologhi vengono spezzati dalla musica e dal ballo. Accade per canzoni speciali, grandi classici che sanno costruire emozioni, riportare a galla ricordi: Elisa, cui Fazio consegna il compito di cantare le parole della speranza, sussurra Father & son di Cat Stevens, Raphael Gualazzi reinterpreta a suo modo Summer time, ballerini-attori mettono in scena The sound of silence di Simon&Garfunkel e i Liftiba, in chiusura, rinnovano in chiave rock il leit motiv del programma, quel brano 'minore' di De Andrè che è Quello che non ho.

A mezzanotte, lo show rischia di entrare nella sua quarta ora. Qualcuno è stanco, altri hanno mollato da un pezzo (perché, certo, questo non è un programma fondato sul ritmo), una nicchia forse non vorrebbe vederlo finire mai... Finite le parole, è tempo di numeri, quelli che classificheranno Quello che (non) ho riassumendolo in un solo termine, successo o flop.
E i numeri sono clementi. Ad aggiudicarsi ascolti record è la fiction RAI Una grande famiglia, che chiude con 7,5 milioni di spettatori e uno share di oltre il 26%, ma quello di Fazio e Saviano è un buon esordio che porta La7 a essere la terza rete della serata, con un pubblico di 3,5 milioni di persone e uno share del 12,66%.
In ogni caso, giudizi a parte, stasera si ricomincia.
Con nuovi lemmi e nuovi racconti. Ancora su La7, alle 21.15.

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