Sanremo 2013: Neri Marcorè, Luciana Littizzetto e la mononota comica di Elio

di Francesco Menichella 

Parola d'ordine ai comici della 63esima edizione del Festival di Sanremo: volare bassi. Dopo la contestazione a Maurizio Crozza la comicità va sterilizzata e non deve rimanere neanche una molecola di satira

Francesco Menichella

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LUCIANINA E BARBIE BAR
Luciana Littizzetto
obbedisce e svolge con onesta abnegazione il proprio compito. Può scherzare su se stessa e il contrasto con la bellezza delle ospiti di Fabio Fazio. Il presentatore dopo essere rimasto "per una sera senza gnocca" alla seconda puntata del Festival invita Bar Refaeli. Una top model che "la barbie a confronto è brutta come nonna Abelarda".
Luciana chiede subito a Bar se può chiamarla chiosco, "un sacco di uomini in un bar del genere sono pronti a farsi l'aperitivo", e poi usa l'altra arma comica a sua disposizione: prendere in giro Fabio Fazio. "Bar, in uno spot hai baciato un nerd. Perché ora non baci Fabio in rappresentanza di tutti gli sfigati… certo lui allappa un po' come un caco poco maturo…".

TUTTI AL CABARET DI LUCIANA
Luciana si affida all'esperienza e lo stile è quello del cabaret di un teatro di provincia il pomeriggio della domenica. Un intrattenimento leggero che usa come spalla i vari ospiti, i cantanti e a volte perfino il pubblico.
"Giletti dorme qua.. gli mettono un telo sopra come i canarini?" domanda Luciana rivolta alla prima fila dell'Ariston.
"Simone hai messo la testa nella gabbia degli scoiattoli?" domanda riferendosi alla chioma di Simone Cristicchi.
"Quando fai l'occhiolino agli uomini poi gli spari?" scherza con Jessica Rossi medaglia d'oro al tiro al volo. E a Fazio che ride replica: "Lei spara con il fucile e tu sei un pistola." "Brave queste ragazze che tirano senza drogarsi!" dice alla nazionale femminile di scherma. Nessun cenno alla quarta componente, Valentina Vezzali. Ti aspetti che Luciana chieda alle ospiti se la loro compagna preferisca farsi toccare da Berlusconi o da Monti. Ma niente. Ogni cenno alla politica è tabù. Meglio chiedere ad Annalisa se è interessata a farsi un tiramisù con lo chef Carlo Cracco.

L'unico acuto la brava comica conta di prenderselo duettando con Carla Bruni. L'occasione è ghiotta ma sfuma nella banalità del testo che è costretta a cantare e in un'imbarazzante mancanza di intonazione. Per fortuna Luciana è dotata di una forte autoironia e ammette che la sua chanson de Carla è cantata alla carlona.

SURREALMENTE MARCORE'
L'ospite comico della serata è Neri Marcorè. Anche lui piega il capo e sfrutta con intelligenza la sua vena surreale e imitativa. Si presenta sul palco dell'Ariston nei panni di Alberto Angela e le battute non scatenano le ire del pubblico. "Quanto dura il torcicollo a una giraffa? Perché il cacatua si chiama così e non Sergio? Quanto paga di Imu un emù e lo gnù?" Domande che rimangono senza risposta insieme alla storia del meccanismo del televoto che, a suo dire, "affonda le radici nell'antica Roma. Tempo in cui si cantavano sempre due pezzi ma duravano poco perché mancava lo shampoo…"
Per introdurre i giovani Neri Marcorè è affiancato,  sempre nei panni di Alberto Angela dallo stesso Fabio Fazio che imita Piero Angela. I due danno vita a una parodia familiare e divagano "sui tempi in cui non esistevano i giovani ma solo i vecchi che morivano subito e dicevano tutto qua. Così inventarono i giovani…".
Insomma una giornata comica all'insegna della monotonia che prefigura cosa sarebbe la comicità sotto l'egida della censura se non fosse per il colpo di coda finale.

ELIO, VERO MUSICISTA, VERO COMICO
La vera comicità arriva con una canzone in gara al Festival di Sanremo 2013. Si tratta della Canzone Mononota, un piccolo gioiello umoristico. La musica ragiona, gioca e scherza su se stessa. Non è rock demenziale ma pop surreale e la sua vis comica sta nella riuscita armonia tra l'apparente assurdità del testo e l'invisibile complessità dell'interpretazione. La canzone mononota non scende a compromessi è facile da fischiettare, democratica, osteggiata dalle dittature e basta crederci fino in fondo. Elio e le Storie Tese alla fine gioiscono fingendo di avere vinto il Festival di Sanremo 2013.
Come voleva Fazio, la musica è la vera protagonista.

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Da Vanity


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