Sanremo 2013, quarta serata tra ironia e baci piccolissimi

di Francesco Menichella 

Il pubblico delle grande occasioni prende posto nella platea dell'Ariston. Le telecamere Rai inquadrano i generosi décolleté delle signore e i sorrisi compiaciuti dei loro accompagnatori. La regia usa la suggestione del bianco e nero perché la puntata prevede la celebrazione delle vecchie glorie del Festival di Sanremo. È la serata Amarcord. Fabio Fazio ha scelto la linea dell'ironia e gioca per tre ore sul filo di una bonaria "messa" in ridicolo

Francesco Menichella

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È la serata Amarcord. Fabio Fazio ha scelto la linea dell'ironia e gioca per tre ore sul filo di una bonaria "messa" in ridicolo. Sulla falsariga dei vecchi cinegiornali introduce il tema della giornata descrivendo con queste parole l'atmosfera del Festival della musica leggera che contamina tutti: "Sanremo è il fiore all'occhiello della riviera ligure dove i papaveri e le papere sono avvinti come l'edera e una colomba vola alta nel cielo. La dolcezza del paesaggio e la mitezza del clima fanno della cittadina ligure la meta preferita di italiani e stranieri per una breve e indimenticabile vacanza anche nel periodo invernale. Domani con la serata finale calerà il sipario sull'edizione di quest'anno ma intanto godiamoci la donna del festival che si accinge a scendere l'immancabile scalinata che conduce al palcoscenico. L'acconciatura sarà a posto? Quale vestito avrà scelto? Sarà emozionata? E soprattutto quale sarà la prima parola che pronuncerà al suo ingresso sul palcoscenico?".

"Balengo!!!" risponde secca Luciana Littizzetto. "A furia di scendere le scale mi sono venute le natiche di alabastro, mi sembra di avere un posacenere infilato nel didietro".

La "valletta" di Fazio indossa il vestito che fu di Nilla Pizzi: "Sai che pesa 28 chili? Sembra di avere addosso Platinette bagnata!"

Si scherza sul passato cercando di mantenere il giusto rispetto. Si lascia la possibilità agli spettatori di godersi una doppia lettura: un po' di rimpianto e un po' di allegria. Non a caso è proprio Luciana Littizzetto a indossare i vestiti storici delle grandi interpreti di Sanremo. Fabio Fazio è il carabiniere serio, quello che inaugura la statua di Mike Bongiorno, e Luciana il carabiniere guitto.

"Una volta, ai tempi di Nilla Pizzi le canzoni erano molto tristi. Si chiamava musica leggera ma era pesantissima, al confronto i plastici di Bruno Vespa erano una passeggiata di salute e L'Incompreso finiva bene. Ti faccio un esempio," dice Luciana commentando il testo di un vecchio pezzo di Sanremo. "Ti dico solo il titolo: Buongiorno Tristezza. E continua così: Buongiorno Tristezza amica della mia malinconia… Non so se avesse come cugino lo sculo e come cognata la sfiga ma non lo escludo. E poi dice: piangono le foglie gialle intorno a me… O abitava vicino all'Ilva di Taranto, o era stato il cane che aveva fatto pipì sui gerani, o erano foglie di marijuana così, almeno, si stordiva e non pensava alle sue magagne".
Nel contenitore della Sanremo Story c'è anche la finale di Sanremo Giovani. Tra i giurati di qualità ci sono Neri Marcorè e Serena Dandini. I due possono al massimo scherzare sul fatto che non si possa parlare di nulla mentre Fabio Fazio twitta felicemente le foto che scatta al pubblico dietro le quinte. È sereno perché non c'è bisogno di mettere troppa satira nel suo minestrone. Già fuori dall'Ariston ci pensano i politici a farlo con le loro gaffe sull'utilità delle tangenti o con il dichiarato smarrimento dello stesso Mario Monti di fronte al moltiplicarsi degli scandali.

Allora basta alternare il ricordo di Mike Bongiorno alle papere dei presentatori del 39esimo festival. I famosi figli di… passati alla storia di Sanremo per i lapsus, le gaffe, gli impappinamenti e gli strafalcioni. I quattro dell'Ave Maria, Paola Dominguin, Gianmarco Tognazzi, Denny Quinn, Rosita Celentano, sono finiti nel manuale della conduzione televisiva grazie alle cose che non bisogna fare e che hanno fatto per la gioia dei posteri.

E basta passare da un inossidabile Pippo Baudo a una Luciana Littizzetto con parrucca caschetto d'oro al modo di Caterina Caselli: "Mi sento come Enzo Paolo Turchi appena uscito dall'Isola. Mi sento a mio agio come Giovanardi sul carro del gay pride. Pensa Fazio che con questo casco addosso Caterina Caselli cantò Nessuno mi può giudicare, l'aveva scritta Formigoni".

Basta alternare le smorfie e pernacchie del vecchio corvo Rockfeller, animato dal ventriloquo José Luis Moreno, che tocca il sedere a Luciana con una divertente interpretazione di Elio e le Storie Tese del brano Un bacio piccolissimo, accompagnati sul palco dall'ex star del porno Rocco Siffredi non certo famoso per il bacio piccolissimo.

Trash e bon ton vanno a braccetto e il gioco funziona.
Alla fine ci si mette anche la sorte e tra i giovani vince Maggio. "Primo Maggio!" trionfa Luciana Littizzetto.
(FOTO SGPITalia)

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