Sanremo 2013. Bisio, Littizzetto e l'essenziale bellezza di Elio e le Storie tese

di Francesco Menichella 

Incredibile colpo di scena! La satira politica torna sul palco dell'Ariston ma non intacca il rigido steccato della par condicio. Poi irrompe la bellezza. Anzi, la rivalsa dei brutti. Con dei campioni: gli Elii versione Botero

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BISIO, IN PAR CONDICIO NIENTE POLITICI: SPAZIO AGLI ELETTORI... E CHE ELETTORI!
L'eroe dell'ultima giornata è Claudio Bisio che non vuole fare la fine, anzi l'inizio, di Maurizio Crozza e sa di non poter seguire le orme di Roberto Benigni.
"Lui con Dante, l'Inno d'Italia e la Costituzione italiana ha alzato troppo il livello," ammette l'ex conduttore di Zelig con un po' di invidia. "Il mio è il livello di chi è cresciuto leggendo Topolino… sapete che animale è Nonna Papera? Una papera. E a che titolo una papera dà da mangiare alle galline?".
Claudio torna alle origini e sciorina battute che appartengono al suo primo fortunato repertorio: "Qui, Quo, Qua. Vi siete accorti che parlano in coro e una frase la dividono in tre? A Quo che sta in mezzo toccano solo le congiunzioni… e in più ha problemi di orientamento. Uno è Qui, l'altro è Qua e Quo? Dove sta Quo? Monti… mari o monti, città o campagna lui non sapeva scegliere."
Può un comico a una settimana dalle elezioni scherzare solo di topi e papere? Non può, deve. Allora Bisio chiede al pubblico il permesso di parlare di politica e appena gli viene accordato urla: "TUTTI A CASA!"
Ma non parla dei politici. "Quando dicevo tutti a casa io parlavo degli elettori, perché a fare bene i conti la storia ci inchioda e siamo noi i mandanti… ho visto negozianti lamentarsi del governo ladro e non rilasciare mai lo scontrino."
La par condicio impone di non toccare i politici e l'ironia si fa satira per capovolgimento di senso. Esiste il principio della parità di trattamento anche per gli elettori? Certamente no, dal momento che si tratta di un'unica pluralità. Bisio, allora, può tranquillamente proporre di sostituire nel giorno delle elezioni l'elettorato italiano con quello danese o svedese e cantare, parodiandolo, l'Italiano di Toto Cotugno: "Lasciatemi votare, vi salverò il paese, io sono un norvegese." Nessuno urla all'ospite satirico di Fabio Fazio di andarsene e gli lasciano perfino la possibilità di suggerire cosa votare la prossima settimana: "Votate bene!"

L'EXPLOIT DELLA CANZONE MONONOTA
In attesa di sapere i risultati delle elezioni politiche italiane, il lato comico del Festival procede sulla falsariga delle precedenti puntate e punta all'essenziale. Lineare è la Canzone Mononota che scatena genuine e grasse risate quando Elio e le Storie Tese si presentano sul palco perfettamente trasformati in ciccioni con le pance e il mento gonfio in silicone. Non a caso guadagneranno alla fine il premio per il miglior arrangia-mento. Con loro si torna alla comicità del corpo e riescono a fare ridere solo a vederli cantare e suonare. E infatti alla fine vincerà una canzone dal titolo L'essenziale.

LUCIANA E L'IMPORTANZA DI ESSERE BIPEDI NORMALI
È essenziale Luciana Littizzetto che scherza sul contrasto tra se stessa e la super top model Bianca Balti: "Ci vedete vicine? Io posso fare un calendario solo fino a febbraio. Siamo Bianca e Bernie." A inizio puntata si è presentata sul palcoscenico travestita da farfalla per non fare sentire la nostalgia di Belen Rodriguez: "Lei era Belen e io sono Belan, farfalla cavolaria che si nutre di teste di cavolfiore come quella di Fabio Fazio." Non che la bellezza non conti e lei vorrebbe "il culo di Penelope Cruz, il corpo di Cameron Diaz e le tette della Cucinotta invece del didietro di Tom Cruise, il corpo di Mentana e le tette di Giacobbo."
La bellezza è così importante nella vita? "No. È fondamentale, " risponde Luciana. "Se cadi e sei bella ti raccolgono se sei brutta vai sui youtube… ma si può anche non essere belli. Essere dei bipedi normali." Come? "Se ci credi puoi vivere anche senza bellezza, si può essere non belli ma fighi… Esattamente come tutti gli uomini e le donne non belli che hanno fatto grande l'Italia: Ennio Flaiano, Rita Levi Montalcini, Totò, Leopardi, Coppi e Bartali, Eduardo, Aldo Fabrizi, Bice Valori, Ave Ninchi…"  E sono sottintesi i tripponi interpretati da Elio e le Storie Tese.

La bellezza, dunque, è l'essenziale. Ospite dell'ultima serata è infatti il giocatore della nazionale di rugby Martìn Castrogiovanni. "I rugbisti amano le mischie, i calciatori le orge," dice Luciana che alla farfallina di Belen preferisce senz'altro il farfallino del direttore d'orchestra Daniele Parziani.

La bellezza è l'essenziale e con la lista delle cose strane viste a Sanremo da Fabio Fazio e Luciana Littizzetto, si chiude con apparente leggerezza la 63esima edizione del Festival:
"Ho capito che dire una cosa a Sanremo non è come dirla a Bordighera.
Ho visto delle donne bellissime.
Ho visto che le hai viste.
Ho visto top model e tap model.
Ho visto Rocco Siffredi vestito.
Ho sentito qui Roberto Giacobbo che non c'era da preoccuparsi, nessun meteorite in arrivo.
Ho visto l'armata rossa occupare l'Ariston agli ordini di Toto Cotugno.
Ho visto gente che urlava per impedire a Crozza di imitare Bersani.
Ho visto Stefano Bollani suonare Papaveri e Papere come se fosse la quinta di Beethoven.
Ho visto Maria Nazionale portare la quinta ma non di Beethoven.
Ho visto la Bar al bar che voleva un caffè.
Ho visto Fabio Fazio al caffè che voleva la Bar.
Ho visto Albano fare le flessioni per baciare questo palco.
Ho visto stasera la farfalla più grande del mondo."
Andate tutti in par condicio e votate bene!
(foto SGP)

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