The Voice of Italy, le pagelle della prima puntata

di Martina Pennisi 

Mamma Rai ci riprova con un talent canterino. Pelù e Carrà fanno la differenza.

Martina Pennisi

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Un talent show canterino. Un altro. Ieri sera ha preso il via su Rai 2 The Voice of Italy, format olandese che (ri)mette le ugole potenzialmente interessanti al cospetto di esponenti di spicco della musica e dello showbiz. Nel caso specifico, si tratta di Riccardo Cocciante, Raffaella Carrà, Piero Pelù e Noemi. A fare gli onori di casa, in maniera abbastanza defilata, l'attore Fabio Troiano. Hanno superato la prima selezione sedici artisti.

Un applauso a Mamma Rai: per il coraggio, più che altro. Ce ne voleva a bizzeffe dopo aver ceduto un X Factor agonizzante a Sky, per poi vederlo rinascere a cavallo del satellite, e aver visto crollare miseramente il tentativo Star Academy. Che si tratti della volta buona?

E uno agli olandesi: gli autori del format. Per ora, il ritmo caratterizza il prodotto e lo distingue da quelli già visti e rivisti. L'idea dell'ascolto di spalle apre a tutta una serie di scenari interessanti, non facendo distinzioni d'età, look e sesso (a parte il concorrente escluso perché scambiato per una donna).

Una considerazione sul format: un'altra. Dare la possibilità ai concorrenti di scegliere il giudice, ops mentore, mette tensione addosso a questi ultimi e ribalta i ruoli. Qualcosa di nuovo.

Una pacca sulla spalla a Piero Pelù e Raffaella Carrà: a suo agio lui, monumentale lei. Televisivamente, le due prime scommesse vinte.

Un timer a Troiano: per rendersi conto che sono durate più le televendite dei passaggi durante la trasmissione.

Una ola per gli autori: che hanno definito chiaramente il ruolo della ragazza che accompagnava Silvia Capasso. La compagna, appunto. Bene così.

Un appunto alla (bravissima) Lisa Manara: va bene tutto, va bene l'ascolto di spalle. Ma la salopette no.

Una stretta di mano a Cocciante: che non ha riconosciuto una delle sue giuliette. Ce ne vuole.

La luce sparata negli occhi ai mentori: va abbassata, decisamente.

Il montaggio: sopraffino, si strizza l'occhio a X Factor, ma a tratti eccessivo. Vedremo con la diretta.

Un bilancio dopo la prima puntata: non si sentiva il bisogno di un'altra gara canora, ma la punta di novità e la qualità delle voci selezionate potrebbero fare la differenza.

Pollice alto da parte di Twitter: l'hashtag #tvoi è ancora il più gettonato.

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