Amici 12: le pagelle della prima puntata

di Martina Pennisi 

Eliminati Chiara e Andrea. Lunga e prestigiosa passerella di ospiti per uno show con i controfiocchi.

Martina Pennisi

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Luca Argentero, giurato di Amici 12

Luca Argentero, giurato di Amici 12

Chiara, squadra bianca, e Andrea, compagine blu, sono i primi due eliminati del serale di Amici 12. La puntata dello show di Canale 5 presentato da Maria De Filippi ha ospitato ieri sera Harrison Ford, Gianna Nannini, Gino Paoli, Marco Mengoni, Matteo Renzi, Alessandro Siani e Fabri Fibra. A vestire i panni di giurati Luca Argentero, Sabrina Ferilli e Gabry Ponte.

Una ola per Maria De Filippi: a differenza degli altri talent d'importazione, il suo programma non è costretto nel perimetro di alcun format. E lei ne approfitta sapientemente. Amici si è trasformato in un vero e proprio varietà da prima e scintillante serata, con tanto di parterre di giudici di cui evidentemente non si può più fare a meno. A rimetterci, forse, la competizione pura fra i ragazzi. Nel complesso un ottimo spettacolo.

Una ola II per (il regista) Roberto Cenci: la firma sulla rinascita, dopo la traballante edizione dello scorso anno, è la sua. Geniale.

Una tirata d'orecchie all'intero carrozzone: ecco, l'unico appunto da fare è sulla decisione di non andare in onda in diretta. L'epilogo, a una settimana dalla registrazione, era ormai noto a chiunque. Peccato.

Un caffè a Harrison Ford: ne aveva decisamente bisogno.

Una tirata d'orecchie a Sabrina Ferilli: colossale. Non si è alzata quando l'attore è entrato e in studio e, soprattutto, quando si è avvicinato per salutarla. Brutta figura.

Una domanda: come avrà tradotto l'interprete il termine 'uveite' a Ford?

Una ola (ancora) per Maria De Filippi: che ci ha regalato un sabato sera a tu per (schermo televisivo e) tu con Luca Argentero.

Il primo gradino del podio per Moreno: favorito ancor prima del fischio di inizio. Vedremo.

Una tirata d'orecchie ai due maschietti della giuria: che hanno premiato la sgambettata ammiccante di Lorella a scapito di Nicolò.

E una a Matteo Renzi: criticato per aver deciso di cimentarsi nell'insolito contesto, non ha comunque capitalizzato l'occasione con un discorso non particolarmente incisivo. A passare alla storia sarà il look.

Tutti in piedi per Gino Paoli: perché sì.

Solidarietà per i professori: retrocessi in panchina alle spalle delle due squadre. I tempi cambiano, e il pongo-format defilippico non perdona.

(foto SGP)

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Da Vanity


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